I rifiuti in Toscana
In Toscana ogni cittadino produce ogni anno circa 700 kg di rifiuti, più della media nazionale, in pratica 2 kg al giorno in costante aumento.
C’è l’urgenza di diminuire la quantità complessiva di rifiuti, di ridurre gli imballaggi e di aumentare la raccolta differenziata.
La Toscana è una tra le Regioni italiane che producono più rifiuti.
Famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni nel 2006 ne hanno prodotte ben 2.562.000 tonnellate (pari ad una media di 703 kg/abitante/anno), secondo i dati del rapporto dell’Agenzia regionale di recupero delle risorse (Arrr) di quella per l’ambiente (Arpat) e dell’Osservatorio regionale dei rifiuti.
A questi si aggiungono circa 7.300.000 tonnellate di rifiuti speciali, di cui 263.148 tonnellate di pericolosi.
Una situazione complessa, a cui contribuiscono fattori come i notevoli flussi turistici ospitati dalla Toscana (oltre 40 milioni di presenze all’anno) e la presenza di un tessuto economico fatto di tante piccole e medie imprese, i cui rifiuti sono molto spesso assimilati ai rifiuti urbani.
La raccolta differenziata è salita al 37% dopo alcuni anni in cui si era attestata intorno al 33,4% di media regionale, un risultato buono ma ancora da migliorare.
Le province più virtuose sono Siena, Prato e Lucca.
Circa il 12% dei rifiuti toscani, da quasi 10 anni, viene bruciato in uno degli 8 termovalorizzatori attualmente in esercizio nella regione.
Il resto finisce in una delle 22 discariche.
Le più grandi si trovano a Terranuova Bracciolini, Peccioli e Rosignano.
Si stima che gli impianti presenti si esauriranno tra il 2010 e il 2011.
Per il futuro la Toscana si è posta l’obiettivo di far crescere la raccolta differenziata arrivando almeno al 50% nei prossimi due anni, e di potenziare il suo sistema impiantistico.
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