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Se rispettiamo gli 1,5 gradi, il rischio climatico cala del 44%

Se rispettiamo gli 1,5 gradi, il rischio climatico cala del 44%

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Se rispettiamo gli 1,5 gradi, il rischio climatico cala del 44%

Il team di ricercatori ha usato 21 modelli climatici alternativi per simulare i modelli regionali di cambiamento climatico corrispondenti a un riscaldamento di 2°C e di 1,5°C. Nel secondo caso, l’impatto economico globale del cambiamento climatico è inferiore del 20%

 

Limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi invece di 2°C fa diminuire anche del 44% il rischio climatico per l’uomo, ovvero l’esposizione a eventi come scarsità d’acqua, caldo eccessivo, malattie diffuse da insetti come le zanzare, e inondazioni fluviali e costiere. Mentre i benefici di rispettare la soglia inferiore del Paris agreement rispetto a un global warming di 3,66°C – uno degli scenari più pessimisti ipotizzati dall’IPCC, ma ancora plausibile – sono quasi il doppio: i rischi sarebbero ridotti anche dell’85%.

 

I calcoli arrivano dal Tyndall Centre for Climate Change Research dell’Università dell’East Anglia. “I nostri risultati sono importanti perché l’obiettivo dell’Accordo di Parigi è quello di limitare il riscaldamento globale a “ben al di sotto” dei 2°C e di “perseguire gli sforzi” per limitarlo a 1,5°C. Ciò significa che i decisori politici devono comprendere i vantaggi di puntare alla cifra più bassa”, spiega Rachel Warren, prima firma dello studio.

 

Per quantificare il rischio climatico, i ricercatori dell’East Anglia hanno usato 21 modelli climatici alternativi al fine di simulare i modelli regionali di cambiamento climatico corrispondenti a un riscaldamento di 2°C e di 1,5°C.

 

Se si confrontano i due obiettivi fissati a Parigi, i rischi climatici evitati variano in termini percentuali dal 10 al 44%. I maggiori benefici derivano dalla riduzione dell’esposizione alle inondazioni fluviali (-44%) e dalla riduzione dell’esposizione alla siccità e al fallimento dei raccolti (circa -27%). Sempre in questo caso, l’esposizione della popolazione globale a malattie come malaria e dengue – veicolate da zanzare il cui areale si espande con l’aumento della temperatura globale – sarebbe del 10% più bassa. Non solo. “L’impatto economico globale del cambiamento climatico è inferiore del 20% quando il riscaldamento è limitato a 1,5°C piuttosto che a 2°C”, si legge nello studio apparso su Climatic change. Il valore dei danni dei disastri climatici si ridurrebbe, di conseguenza, da 61.000 a 39.000 miliardi di dollari.

 

Photo: Егор Камелев

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