In italia si parla spesso di nuove idee per il risparmio e l’efficenza dell’energia.
A questo proposito, nelle nostre leggi è contemplata l’esistenza di una figura professionale capace di ottimizzare questo aspetto, sia per quanto riguarda gli enti pubblici che i privati di una certa dimensione.
Questa figura professionale è l’Energy Manager, ovvero il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.
Questa figura entra in vigore in Italia con la legge 308 del 1982, ma solo per le imprese con più di mille dipendenti e con consumo riferito all’anno precedente superiore a 10.000 Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP).
Bisogna aspettare la L.10/91 per estendere la nomina di tale figura anche ai settori civile, terziario e trasporti, abbassando la soglia di riferimento a 1.000 TEP.
Già nel 2007 gli Energy Manager operanti in Italia erano circa 2.650.
L’incarico di responsabile per l’energia, che consiste nella raccolta e nell’analisi dei dati sui consumi energetici e nella promozione dell’uso efficiente dell’energia nella propria struttura, può essere svolto sia da un dipendente, sia da un consulente esterno.
Sebbene la nomina di Energy Manager ai sensi della Legge 10/91 non preveda requisiti particolari (titoli di studio o esperienza), per operare sono richieste conoscenze approfondite energetiche, ambientali, economico/finanziarie, unite a buone capacità comunicative e di relazione.
Per questa ragione il 21 giugno a Torino si è svolto un convegno riguardo alle professioni nel mondo dell’energia sostenibile, per capirne il futuro e le possibile evoluzioni.
In particolare, il confronto si è aperto su quelle figure che oggi la legge prevede per la gestione delle risorse energetiche: il certificatore energetico, che attesta la prestazione o il rendimento energetico di un edificio, cioè il fabbisogno annuo di energia dell’edificio stesso; l’energy manager, tecnico di cui devono obbligatoriamente dotarsi enti e aziende con determinate caratteristiche e che gestiscono elevati consumi energetici; esperti in gestione dell’energia, previsti da una normativa Cee, che hanno competenze di tipo tecnico, economico-finanziario, normativo e anche in tema di comunicazione, tali da poter offrire proficue consulenze in termini di diagnosi, degli studi di fattibilità, dei contratti sulle forniture e sui servizi energetici, della certificazione energetica degli edifici e degli impianti, dell’accesso agli incentivi e della definizione di strumenti procedurali e normativi.
Questo settore rappresenta una possibilità di sviluppo occupazionale di grande interesse e non va sottovalutato ma incentivato a crescere.
Gli esperti in Energy Management diverranno sempre più importanti al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili.
Forse con il loro impiego costante e capillare sul territorio, che va fortemente sostenuto dalle persone che come noi hanno a cuore l’ambiente, un futuro di cambiamenti climatici sempre più frequenti potrebbe anche non essere quello che ci aspetta..
Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO