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e’ caccia al rifiuto-business

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La Nuova Ferrara

e’ caccia al rifiuto-business

Il nuovo piano industriale di Area (2011-2015) con il potenziamento della raccolta differenziata, l’energia ricavata dai rifiuti e l’apertura al fotovoltaico in un’area destinata a discarica (la ‘Crispa’) raccoglie i primi consensi. Ieri è arrivato anche quello dei lavoratori dopo il sì dei comuni soci accordato martedì, con la sola astensione di Voghiera. Il rilancio del consorzio, passaggio obbligato dopo l’ultimo bilancio che fotografa una perdita di quasi due milioni di euro coperta grazie alle riserve, imbocca con il piano industriale una strada impervia: sui rifiuti infatti sono concentrati anche gli interessi di un altro colosso ambientale ed energetico, Hera, che ha investito milioni di euro sull’unico termovalorizzatore attivo in provincia e punta ad utilizzarlo al massimo della sua capacità importando rsu e ‘speciali’ anche da fuori Ferrara. Il modello di sviluppo scelto da Area, che rappresenta 17 comuni ferraresi, contiene diversi aspetti che lo collocano su un binario alternativo a quello dell’incenerimento, uno dei business più significativi della società amministrata da Maurizio Chiarini. Il quale rilascia una dichiarazione lapidaria augurando ad Area «di uscire al più presto dalle sue attuali difficoltà. Il taglio dei conferimenti al termovalorizzatore? Per noi non costituisce un problema». Eppure più raccolta differenziata (fino al 70% del totale) e l’attivazione del servizio porta a porta (un sistema che sarà sperimentato a Jolanda dopo l’estate come comune-pilota), lo sfruttamento del residuo organico con la ‘cattura’ del biogas per la produzione di energia (migliaia di tonnellate in meno all’anno per l’inceneritore), e la riconfigurazione della discarica di Jolanda in modo da poter smaltire nello stesso sito, senza ulteriori espansioni, un maggiore volume di rifiuti (fino a 55mila tonnellate) prima della chiusura prevista per il 2017 potrebbero mettere in contrapposizione le linee strategiche adottate dal consorzio copparese con gli interessi della società proprietaria del maxiforno di Cassana. Loris Gadda, presidente di Area, si schermisce: «Il nostro piano contiene forti elementi di novità: recupero dei rifiuti e sostegno alle energie alternative sono obiettivi compatibili con la tutela ambientale. Ma con Hera restano ampi spazi per una collaborazione, non vedo contrapposizioni insanabili». Hera, dal canto suo, ha aperto un contenzioso con la Provincia proprio sulle quantità da bruciare nel termovalorizzatore. Chiede 142mila tonnellate da incenerire annualmente contro le 130mila autorizzate dall’ente del Castello con un occhio puntato alle emissioni inquinanti, che dalle prime rilevazioni risultano più basse rispetto alle attese. La multiutility si è rivolta al Tar per ottenere un ampliamento dei margini relativi allo sfruttamento dei rifiuti urbani e speciali, con la possibilità di acquisirli anche fuori Ferrara. Il Tar si esprimerà a giorni e il pronunciamento dei giudici dovrebbe fissare un paletto per chi dovrà impostare il prossimo piano dei rifiuti. La Provincia, ente competente in materia, saluta con favore «gli elementi di novità contenuti nel piano di Area». Parole dell’assessore Giorgio Bellini che ricorda che alcune ipotesi, come il super-sfruttamento della ‘Crispa’ basato sul compattamento dei rifiuti e sul loro parziale recupero, «sarà oggetto di una valutazione quando elaboreremo la nuova programmazione». (gi.ca.)

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