14 luglio: è arrivato il Decreto Ministeriale che, oltre alla proroga del SISTRI, apporta una serie di aggiustamenti all’impianto legislativo.
Durante la notte il MATTM ha dato la notizia del Decreto di proroga che porta data 9 luglio u.s. dal sito del SISTRI.
Il MATTM ha rispettato i tempi per pubblicare gli aggiustamenti necessari che produrranno, dall’1 ottobre prossimo, il decollo del SISTRI.
Innovazioni importanti del nuovo decreto sono nell’applicazione del termine di inizio tracciamento: la partenza non avverrà più in due fasi ma sarà uguale per tutte le aziende ed i soggetti interessati dal Sistri, fissato al primo giorno di ottobre.
Allo stesso tempo, sarà prorogata anche la data per le procedure di ritiro delle chiavette Usb e per l’installazione delle black box, ossia dei dispositivi necessari per la funzionalità del Sistri, da montare sui mezzi per ottenere la tracciabilità della movimentazione del rifiuto e nelle sedi locali delle aziende che effettuano la gestione del rifiuto, per assicurare l’inserimento dei dati delle aziende coinvolte nella gestione, nei termini stabiliti dalla legge.
Per questo il nuovo termine è fissato al 12 settembre prossimo.
Le novità del decreto si trovano anche all’articolo 3 dove, per esempio, si legge che vengono obbligati all’iscrizione all’albo e all’utilizzo del Sistri anche tutti i comuni della Campania che effettuano la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani, una realtà territoriale che era stata mantenuta legislativamente separata sino ad ora.
L’esenzione dall’iscrizione viene applicata alle unità locali con meno di 10 dipendenti che si occupano di rifiuti per conto dei comuni di riferimento, e tale esenzione riguarda esplicitamente anche le associazioni senza scopo di lucro.
Novità importanti si presentano anche per le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi (massimo 4 tonnellate all’anno, 20 se di non pericolosi): in questi casi la compilazione del registro cronologico mensile e/o trimestrale, può essere effettuata da associazioni imprenditoriali, ma solo se queste sono a carattere nazionale e presenti nel consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.