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Emergenza deforestazione

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Emergenza deforestazione

In alcune aree del nostro pianeta la distruzione delle foreste continua ad essere un gravissimo problema.
La mancanza d’attenzione dei governi verso certe azioni illegali permette a colossi industriali come Sinar Mas, il più grande produttore di olio di palma, polpa di cellulosa e carta in Indonesia, di distruggere quasi totalmente indisturbati parti sempre più ingenti del nostro patrimonio naturale.
Tra chi cerca di opporsi a queste pratiche c’è Greenpeace che, in un recente rapporto, si impegna a contrastare la produzione insostenibile di olio di palma e di carta di Sinar Mas.
Il gigante del settore asiatico, infatti, accede a zone boschive di vitale importanza per il pianeta e per la sopravvivenza di alcune biodiversità tra cui Orango e rinoceronti bianchi.
I gruppi controllati da Sinar Mas sono poi numerosi: tra questi Asia Pulp & Paper (APP) è il più grande produttore di polpa di cellulosa e carta in Indonesia e controlla circa 2.2 milioni di ettari di piantagioni da polpa di cellulosa.
La capacità produttiva di APP si aggira intorno alle 2.7 milioni di tonnellate l’anno.
PT Indah Kiat, società a sua volta controllata da APP, gestisce la più grande cartiera del paese con una capacità produttiva di due milioni di tonnellate.
Si stima che dal 2005 le cartiere collegate ad APP abbiano ottenuto il 60 per cento delle fibre per produrre la propria carta ricorrendo al taglio a raso della foresta anziché alle piantagioni.
L’impero di Sinar Mas, soltanto dal 2008, ha esteso le proprie piantagioni industriali su 329.000 ettari.
Di questi 213.000 a Sumatra, 165.000 nella regione del Kalimantan e 12.700 in Papua.
Nello stesso anno, la multinazionale si definiva il numero 1 in Indonesia per l’estensione delle proprie piantagioni e la seconda al mondo.
Sinar Mas è anche il Numero 1 nella triste classifica dei distruttori della foresta.
Nell’Agosto del 2009, Greenpeace ha fortemente denunciato e bloccato le operazioni di Sinar
Mas nella provincia di Kalimantan, dove la multinazionale stava radendo al suolo preziose foreste torbiere proprio al confine del Parco Nazionale di Danau Sentarum.
Recentemente ostacolata da aziende che fino a poco tempo prima acquistavano olio di palma e carta destinata al packaging proprio dalla Sinar Mas, tra cui Nestlè e Unilever, la società indonesiana continua a distruggere indisturbata ogni giorni ettari di foresta nonostante le vecchie promesse a favore di nuove politiche attente all’ambiente e alle biodiversità.
Le foreste torbiere indonesiane immagazzinano una quantità di carbonio che supera di un terzo
quella trattenuta nell’atmosfera a livello globale, senza queste foreste il problema dell’inqunamento diventerebbe irreversibile.
In Indonesia Sinar Mas pratica l’espansione delle piantagioni di palma da olio nelle foreste torbiere drenando il terreno con un reticolo di canali.
Questi ultimi vengono inizialmente impiegati per il trasporto dei tronchi di valore commerciale rimossi dalla foresta e, successivamente, svuotati per far defluire l’acqua e prosciugare il terreno.
Malgrado questa pratica sia vietata, la biomassa residua viene normalmente rimossa con il fuoco immettendo nell’atmosfera enormi quantità di CO2.
Ogni anno 1.8 miliardi di tonnellate di gas serra vengono rilasciati nell’atmosfera a causa della degradazione e degli incendi delle foreste torbiere indonesiane.
Nel 2007, APP è stata ripetutamente denunciata per aver acquistato legno tagliato illegalmente e proveniente da una foresta torbiera a Riau, provincia di Sumatra.
La torba, in quest’area, ha una profondità superiore ai quattro metri ed è illegale tagliare a raso, drenare e incendiare questi ecosistemi per impiantarvi piantagioni di qualsiasi genere.
A Sumatra APP è sotto inchiesta da parte della polizia per aver appiccato incendi all’interno delle concessioni della società controllata PT Arara Abadi.
APP si è inoltre resa responsabile di gravissimi conflitti con le popolazioni locali.
Nel 2008 PT Arara Abadi allontanò con la violenza gli abitanti di un villaggio che si opponevano alla distruzione di un’area forestale.
Alcune foto del conflitto ritraggono alcuni membri del servizio di sicurezza di APP mentre assistono impassibili all’incendio di alcune case del villaggio.
Greenpeace ha raccolto informazioni su centinaia di incendi nelle concessioni di APP e Sinar Mas negli ultimi quattro anni, registrando immagini satellitari e testimonianze sul campo. Appiccare incendi in aree forestali è un reato secondo la legge indonesiana, ma troppo spesso il governo fallisce nell’applicazione di questa norma.
Nonostante la campagna contro APP, condotta da diverse ONG locali e internazionali, e nonostante la pressione da parte di alcuni importanti clienti, APP non sembra aver cambiato i propri comportamenti.
Questo cieco atteggiamento, che sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di un polmone del pianeta, ha fatto sì che diverse aziende a livello internazionale abbiano cancellato i propri contratti con il campione della deforestazione.
Tra questi Walmart, Office Depot, Staples, e tra gli italiani Gucci e Ferragamo.
Nel 2008, Staples ha formalmente dichiarato che APP costituiva un grande pericolo per l’immagine dell’azienda.
L’organizzazione internazionale Rainforest Alliance ha interrotto i propri rapporti con APP nel 2008, sostenendo che l’azienda non ha dimostrato alcun impegno reale in termini di gestione per rispettare e mantenere l’ecosistema forestale.
Per il WWF non ci sono scuse per quelle aziende che vantano una politica di acquisti responsabile e, allo stesso tempo, commerciano con un’azienda che continua a produrre polpa di cellulosa a scapito di aree forestali ad alto valore di conservazione.
Per noi che leggiamo, la situazione ha dell’incredibile: ci troviamo davanti ad un’azienda che, nonostante sia stata pubblicamente rifiutata dai suoi clienti più importanti e sia al centro dell’attenzione per la sua sgradevole condotta, continua a fare business sulla deforestazione indonesiana non capendo che un pianeta senza alberi sarà anche un problema loro.
La vicenda è simile alla trama del film Avatar, dove degli uomini cattivi e legati esclusivamente al guadagno vogliono distruggere un intero e bellissimo pianeta, per poter poicommerciare le sue risorse.
Purtroppo però, l’opera di deforestazione in corso non è un film ma è reale.
Agli uomini di Sinar Mas non interessa l’ambiente, sarebbe però la fine se l’ambiente decidesse che l’uomo non gli interessa più..

Fonte dati: Greenpeace

Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO

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