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Lino e canapa per costruire barche, invece della fibra di carbonio e di vetro

Lino e canapa per costruire barche, invece della fibra di carbonio e di vetro

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Lino e canapa per costruire barche, invece della fibra di carbonio e di vetro

Andar per mare in una barca di lino… il concetto, molto poetico, potrebbe avere invece una valenza industriale perché lino e canapa sono materiali in grado di sostituire fibra di carbonio e di vetro nella produzione di imbarcazioni; con molti vantaggi.

 

Hanno un’impronta di carbonio ridotta insieme a interessanti proprietà meccaniche: le fibre naturali di lino e canapa emergono oggi come una potenziale alternativa – o una integrazione ecologica – all fibre di carbonio e vetro nell’industria della produzione di imbarcazioni.

 

Si sa che le fibre provenienti da lino e canapa possono essere efficacemente impiegate nei compositi destinati al settore nautico e c’è un crescente interesse e una domanda sempre più sostenuta per questo materiale, come ci spiega Julie Pariset, direttrice dell’Innovazione e della Responsabilità Sociale presso l’Alleanza per il lino e la canapa europei.

 

Il lino, in particolare, dimostra la sua versatilità nella produzione di laminati compositi con proprietà meccaniche paragonabili a quelle dei compositi tradizionali in vetro o fibra di carbonio.

 

Le strutture realizzate con lino mostrano un’elevata resistenza agli urti, contribuendo anche a ridurre rumori e vibrazioni nelle applicazioni composite. Un ulteriore vantaggio è la piacevolezza estetica delle strutture in lino, soprattutto quando utilizzate sottocoperta.

 

L’interesse crescente e la domanda in costante aumento suggeriscono che queste fibre naturali stiano guadagnando terreno nell’industria nautica, evidenziando il loro ruolo potenzialmente significativo nel futuro della produzione di imbarcazioni.

 

Ecco qualche esempio pratico

 

ecoRacer30 nasce dalla collaborazione tra la svizzera Bcomp e l’italiana Northern Light Composites – nlcomp di Monfalcone ed è tra le prime barche a vela di nove metri di lunghezza completamente riciclabile.

 

L’imbarcazione utilizza la tecnologia rComposite sviluppata dall’azienda italiana che combina resine termoplastiche e tessuti di rinforzo in fibra naturale ad alte prestazioni ampliTex di BComp.

 

Magnani Yachts, con sede a Barcellona ​​ si è occupata della produzione del composito mentre Sangiorgio Marine, ha fornito assistenza tecnica durante l’assemblaggio della barca nel suo cantiere navale a Genova.

 

A rendere interessante il lino non sono però solo le performance tecniche ma anche il possibile riciclo della barca a fine vita o degli scarti di produzione. Un’alternativa importante quindi al non riciclabile composito in vetroresina usato per barche spesso abbandonate al largo o affondate una volta non più utilizzate.

 

Nell’Unione europea si stima che siano circa 80.000 le imbarcazioni abbandonate e che solo una su venti venga smaltita in modo responsabile dal punto di vista ambientale.

 

Attualmente si sta lavorando alla fabbricazione del secondo ecoracer30 e nlcomp prevede di costruire una flotta di otto di queste barche in tempo per partecipare a una serie di regate nell’estate del 2025.

 

Un altro esempio arriva da Greenboats, con sede a Brema, che quest’anno ha varato il Flax 27 daysailer. Lo scafo inferiore della nave è realizzato con i tessuti tecnici ampliTex di Bcomp e Pet riciclato.

 

Utilizzando un processo di infusione sotto vuoto, le fibre sono state integrate con una resina epossidica a base vegetale per ridurre ulteriormente l’impronta di CO2 dell’imbarcazione.

 

Il progetto è anche un esempio interessante di collaborazione con gli agricoltori che coltivano il lino in Normandia, Francia.

 

Un’altra azienda impegnata nella produzione di strutture in composito per natanti, il Gruppo Beneteau ha collaborato con Chomarat allo sviluppo di compositi ibridi di fibra di vetro e canapa realizzando Mat Ter2a, che è stata finalista ai Jec Innovation Awards 2023.

 

Aurora Magni

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