Salta al contenuto
Boschi, chi se ne deve prendere cura? In realtà tutti noi

Boschi, chi se ne deve prendere cura? In realtà tutti noi

eso

greenplanner.it

Boschi, chi se ne deve prendere cura? In realtà tutti noi

È ormai assodato che bisogna curare bene i boschi per evitare i sempre più frequenti disastri ambientali e tutti siamo chiamati a occuparcene. In Lombardia ci sono buoni esempi organizzativi. Esempi sui cui ragionare vengono anche dai territori di Varese. Se ne è parlato in un incontro organizzato in Jrc/Ispra.

 

Belli, ma delicati: ecco come si presentano i boschi italiani. Il loro ecosistema è infatti da tempo sotto scacco. Tant’è che Alessandro Cescatti, tra i top italian scientist in natural & environmental sciences e ricercatore in capo a Jrc/Ispra non teme di affermare: “I boschi non sono da considerarsi dei musei e sono ad alto rischio“.

 

Quello che preoccupa di più Cescatti è che “non sappiamo con precisione per via della crisi climatica che clima avremo nei prossimi decenni e ciò incide sugli alberi in maniera forte“.

 

Gli alberi non hanno le gambe, non possono migrare (sempre che sia concesso anche a noi umani di migrare) e decidere come rinverdire un bosco sotto scacco è impresa fondamentale.

 

Per fortuna, la scienza che studia le foreste non rimane a guardare. E molte buone pratiche le stiamo imparando. Certificare i boschi è, per esempio buona cosa, come invita a fare Giulia Fanchin di Fsc Italia, ma da quanto capiamo dall’esperienza di Alessandro Boriani, sindaco di Luvinate (Varese), tutti devono prendersene cura.

 

Luvinate (1.350 abitanti è un comune che sta a pochi chilometri di Varese ed è parte di Campo dei Fiori) ha vissuto diversi eventi catastrofali legati alla crisi climatica tanto da aver messo in difficoltà anche l’abitato e aver riportato anche dei decessi per alluvione.

 

E prendersi cura vuol dire risvegliare, in primis, anche chi ha un bosco di proprietà che può (deve) collaborare con l’amministrazione locale per manutenere questi territori. Il tema è caro al progetto Bosco clima su cui più volte abbiamo avuto modo di parlare.

 

Per questo Regione Lombardia ha messo a punto gli Accordi di Sviluppo Forestale (Asfo), uno strumento pubblico–territoriale pensato per mantenere, gestire e rendere vivi i boschi lombardi, soprattutto quelli montani e collinari, contrastando abbandono, degrado e rischio idrogeologico.

 

Lo strumento appare adatto proprio perché gran parte dei boschi è frammentata in micro-proprietà, non è più gestita economicamente, accumula biomassa non controllata (rischio incendi). Boriani non è l’unico sindaco italiano che si scontra con la ricerca di proprietari di boschi, che a volte non sanno neppure loro di avere un bosco.

 

Ma non bisogna per forza avere un bosco di proprietà per occuparsene. L’esempio è quello dei volontari del Coordinamento antincendio Valli Verbano (Coav).

 

A loro il compito di spegnere gli incendi boschivi: “i vigili del fuoco coprono gli interventi urbani e civili, mentre noi – ci spiegano Alessandro de Buck e Dario Bevilacqua – siamo chiamati a occuparci dei boschi in fiamme“.

 

I volontari del Coav sono persone, cittadini che hanno già intrapreso il percorso della protezione civile e aggiungono una specializzazione in più, quella che porta a fronteggiare l’emergenza incendi.

 

Che, come ha ricordato Alfredo Branco, che in Jrc si occupa di disaster e risk management gestendo il servizio Effis, sono sempre più frequenti: “Il 2025 è stato l’anno peggiore in assoluto“.

 

Ecco, di tutto questo si è parlato giovedì 5 febbraio presso l’Europa science experience di Ispra durante l’incontro in tema di monitoraggio e gestione sostenibile delle foreste nel quale ha preso la parola anche il tenente colonnello Fabio Scordo del gruppo Carabinieri forestali di Varese.

 

Che oltre a operare con funzioni di polizia ambientale, con competenze specifiche nella protezione del territorio e delle risorse naturali, fa anche tanta formazione per far comprendere, soprattutto ai giovani, come i boschi siano un bene da proteggere.
 

M.Cristina Ceresa

 

Photo: greenplanner.it – prima uscita ufficiale di Laurent Jerrige, nuovo direttore Jrc Ispra
 

Torna al numero

Articoli correlati

Dall’Europarlamento acqua potabile più sicura e per tutti

Dall’Europarlamento acqua potabile più sicura e per tutti

Aboca, vetrina europea per il nuovo modo di curare

Aboca, vetrina europea per il nuovo modo di curare

Decreto “cura Italia”. Rinvio delle scadenze ambientali sui rifiuti

Decreto “cura Italia”. Rinvio delle scadenze ambientali sui rifiuti

Iscriviti alla newsletter

Ricevi GoGreen: notizie, normativa e buone pratiche ambientali.

Iscriviti

Contattaci per una consulenza

Parla con ESO per smaltimento, riciclo, recupero, gestione rifiuti e consulenza.

Contattaci