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vaccari: piano rifiuti, ecco le priorità

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Gazzetta di Modena

vaccari: piano rifiuti, ecco le priorità

La revisione del Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti è destinata a partire in un momento di tensione che vede la ricostruzione della terza linea dell’inceneritore e l’aumento di rifiuti speciali da bruciare, scelte fortemente criticate. Intanto l’assessore provinciale all’Ambiente definisce «inattuabile» il decalogo del 2005 che impegnava la giunta a tenere gli speciali fuori dal camino di via Cavazza. La Provincia ha annunciato la revisione del Piano per la Gestione dei Rifiuti, il Ppgr, e contestualmente ha autorizzato l’aumento del tetto massimo di rifiuti speciali da bruciare nell’inceneritore di via Cavazza e ha avviato la procedura per la ricostruzione della terza linea. Feroci le critiche che si sono levate da parte di comitati e opposizioni e a difendere le scelte è l’assessore all’Ambiente Stefano Vaccari. Assessore, quali saranno le priorità del nuovo Ppgr? «Porteremo avanti l’obiettivo di abbandonare il più possibile le discariche. Quella di Medolla è in esaurimento, quella di Mirandola è ormai satura; c’è l’ampliamento autorizzato per la discarica di Finale e Roncobotto recepisce i rifiuti della montagna oltre a quelli che l’inceneritore non può bruciare nei momenti di fermo tecnico. L’incenerimento resta il punto finale dello smaltimento e in primo luogo servirà a bruciare i rifiuti urbani, gli Rsu, poi anche quelli speciali. Vogliamo anche continuare ad incoraggiare la raccolta differenziata dei rifiuti. Identificheremo i diversi modelli di raccolta valutandone l’efficacia ma anche i costi e il porta a porta avrà il posto che ogni amministrazione comunale vorrà dargli. Non individueremo solo obiettivi nella percentuale di differenziata complessiva, ma anche nelle singole frazioni per incentivarne l’effettivo riciclo». Riuscirete a garantire che si brucino solo rifiuti speciali locali, senza che ne arrivino da fuori? «Gli speciali sono assoggettati al libero mercato, non è possibile porre vincoli. Vogliamo però predisporre incentivi che rendano più appetibile per Hera privilegiare i rifiuti speciali locali». Aumentando la differenziata di Rsu, le quantità andranno a ridursi. Perchè non aumentare anche la differenziata di rifiuti speciali per ridurne la quantità ed inviarne meno all’inceneritore? Se ciò avvenisse, permettereste che Hera continui a prenderne da fuori per far funzionare comunque l’impianto a pieno regime? «Non so se sia possibile aumentare la differenziata di speciali, ma non mi porrei il problema dal momento che i rifiuti speciali vengono trattati prima di essere bruciati e le nuove tecnologie consentono di abbattere gli inquinanti; non credo comunque che possano esserci delle diminuzioni di quantità. Il sistema è stato pensato per reggere com’è oggi e sta in equilibrio con l’inceneritore, qualche discarica, le 62 stazioni ecologiche e la raccolta differenziata». L’obiettivo potrebbe essere quello di bruciare meno rifiuti possibile o diminuire la capacità dell’inceneritore? «Meglio migliorare l’impianto sul fronte delle emissioni che ridiscuterne la capacità. L’inceneritore è stato dimensionato nel 2005 e si ragiona entro quel tetto». E l’ordine del giorno del 2005 che impegnava la giunta ad escludere rifiuti speciali dall’inceneritore? «Non mi pare corretto oggi attualizzare quell’impegno che vedeva forze in campo diverse; successivamente c’è stata un’Aia che ha ammesso gli speciali in via Cavazza ed evidentemente le valutazioni a posteriori hanno supportato prese di posizione diverse da parte di tecnici e istituzioni che all’epoca non c’erano state per scarsa conoscenza o pregiudizio».

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