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Cosa non dovremmo mai buttare nel lavandino? 10 nemici che distruggono tubi e ambiente

Cosa non dovremmo mai buttare nel lavandino? 10 nemici che distruggono tubi e ambiente

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Cosa non dovremmo mai buttare nel lavandino? 10 nemici che distruggono tubi e ambiente

Gli scarichi domestici non sono progettati per smaltire ogni sostanza. Le tubature, infatti, funzionano grazie a un flusso d'acqua continuo che trasporta particelle piccole e solubili, ma quando entrano in gioco materiali che si solidificano, si espandono o non si degradano, il sistema va in crisi. A ciò si aggiunge un problema ambientale: molti composti chimici e farmaceutici non vengono eliminati dai depuratori e finiscono nei fiumi. Ecco una lista di sostanze che non dovrebbero mai finire nel tuo scarico.

 

Latte e prodotti lattiero-caseari

Il latte contiene grassi, proteine e zuccheri, sostanze che nei tubi possono contribuire alla formazione di depositi insieme agli oli e ai già citati fatberg. A livello biologico, inoltre, la sua degradazione microbica consuma ossigeno, aumentando il carico organico nei depuratori.

 

Farmaci

Le medicine contengono molecole progettate per essere stabili e biologicamente attive, che i depuratori non riescono a eliminare. Residui di antibiotici, ormoni e analgesici sono stati trovati in fiumi e falde, favorendo fenomeni come l'antibioticoresistenza e alterazioni endocrine negli animali acquatici.

 

Grassi e oli da cucina

I grassi liquidi versati nei condotti si raffreddano e solidificano, aderendo alle pareti. Inoltre, i trigliceridi reagiscono coi minerali presenti nell'acqua formando depositi simili a saponi insolubili, in grado di intrappolare altri detriti e formare i cosiddetti fatberg, enormi blocchi che intasano le fogne.

 

Fondi di caffè

Sono ricchi di cellulosa e lignina, materiali poco biodegradabili in acqua fredda, che tendono a sedimentare e ad aggregarsi, formando depositi compatti nei sifoni che i depuratori non riescono a separare con facilità. Inoltre, se si legano ai grassi, aumentano la viscosità e rendono più difficile il deflusso.

 

Gusci d'uovo

Composti da carbonato di calcio, sono rigidi e insolubili. Se frantumati, si comportano come piccoli granuli che non seguono il flusso, ma si accumulano nei punti di rallentamento. La superficie ruvida, inoltre, favorisce l'adesione di altri residui organici e la formazione di “tappi” più complessi.

 

Riso e pasta

L'amido e i suoi derivati assorbono acqua e subiscono gelatinizzazione, un processo fisico in cui i granuli si gonfiano e diventano viscosi. In questo modo, nei tubi si formano masse dense, che in presenza di acqua fredda diventano ancora più compatte, ostacolando il flusso.

 

Farina e impasti

La farina, a contatto con l'acqua, forma una rete di glutine, una struttura proteica elastica e appiccicosa. Questa rete aderisce con facilità alle pareti delle tubature, creando una sorta di pellicola che intrappola altri materiali, rallentando il flusso dell'acqua e favorendo un accumulo progressivo.

 

Avanzi di cibo

Residui come bucce, torsoli o fibre vegetali contengono cellulosa e lignina, presenti anche nei fondi di caffè, molecole difficili da degradare. Dal punto di vista biologico, inoltre, la decomposizione di questi materiali può produrre gas e biofilm, aumentando la viscosità dei depositi.

 

Etichette e microplastiche

Piccoli adesivi e frammenti plastici non sono biodegradabili e possono galleggiare e depositarsi, senza essere eliminati, spesso bloccando filtri e valvole negli impianti domestici. Inoltre, si trasformano in microplastiche, persistenti per anni e capaci di accumularsi negli organismi viventi.

 

Prodotti chimici

Detersivi concentrati, solventi e vernici contengono tensioattivi e metalli pesanti, composti che corrodono le tubature e interferiscono con i processi biologici dei depuratori, che si basano sui batteri. Molti di essi non vengono completamente rimossi e finiscono nell'ambiente.

 

 

Di Simone Valtieri

Photo: Getty Images

 

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