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Entro il 2030 la domanda globale di acqua supererà l’offerta del 40%

Entro il 2030 la domanda globale di acqua supererà l’offerta del 40%

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Entro il 2030 la domanda globale di acqua supererà l’offerta del 40%

L’acqua non è soltanto una risorsa naturale, ma un elemento strutturale dei processi produttivi moderni. Entra nelle filiere industriali in modo diretto e indiretto, spesso invisibile al consumatore finale, ma determinante per la qualità e la sostenibilità dei prodotti. È utilizzata per raffreddare impianti, pulire componenti, generare energia, trasformare materie prime e garantire standard igienico-sanitari lungo tutta la catena del valore.

La crescente pressione sulla risorsa idrica è legata a più fattori: l’aumento della popolazione mondiale, l’espansione dei consumi, la digitalizzazione dei servizi e l’intensificazione delle attività industriali. In questo scenario, la gestione efficiente dell’acqua diventa un elemento strategico per la competitività delle imprese e per la resilienza dei territori.

Il divario: domanda contro offerta

Secondo una recente analisi di Thomas Insights, aggiornata nel 2026, l’agricoltura assorbe circa il 70% dei prelievi mondiali di acqua dolce, mentre l’industria pesa per poco meno del 20%. Tutto questo mentre, sempre secondo il medesimo studio, entro il 2030 la domanda idrica mondiale potrebbe superare del 40% la disponibilità.

Tuttavia, proprio il settore industriale è quello in cui si stanno sviluppando le innovazioni più rapide in termini di recupero, riuso e ottimizzazione dei consumi. Tecnologie di monitoraggio in tempo reale, sistemi a circuito chiuso e processi di economia circolare stanno progressivamente riducendo l’impronta idrica di molte filiere.

Un’alleanza tra gestori, imprese e cittadini

“L’acqua è la materia prima che accomuna territori, famiglie e imprese, anche quando non è visibile nel prodotto finale – spiega Enrico Boerci, Presidente e Amministratore Delegato di BrianzAcque – Per proteggerla occorre un’alleanza tra gestori, sistema produttivo e cittadini: infrastrutture resilienti, misurazione, riuso delle acque e comportamenti consapevoli. La sostenibilità diventa concreta quando entra nei processi industriali e nei grandi eventi, trasformandosi in un servizio accessibile a tutti”.

L’esempio di Formula 1 a Monza

In questo contesto, anche i grandi eventi diventano laboratori di sostenibilità. L’esperienza del Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza rappresenta un esempio concreto di come la gestione dell’acqua possa essere integrata nella logica dell’evento, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo comportamenti virtuosi tra il pubblico.

La collaborazione tra BrianzAcque e Autodromo Nazionale Monza, avviata nel 2022 e consolidata da un Protocollo d’intesa, ha l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di plastica monouso e incentivare il consumo di acqua pubblica. Nel 2025 sono stati attivati oltre 40 punti di erogazione che hanno distribuito gratuitamente 78.284 litri di acqua a km zero, pari a circa 156mila bottigliette da mezzo litro evitate. Un risultato che conferma la crescente attenzione del pubblico verso soluzioni sostenibili e accessibili.

Per il 2026, l’iniziativa sarà ulteriormente rafforzata con un incremento delle postazioni di distribuzione, rendendo ancora più capillare la presenza dell’acqua pubblica all’interno dell’Autodromo. L’obiettivo è facilitare l’accesso all’acqua di rete per tifosi, team e operatori, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale dell’evento.

I 7 settori che consumano più acqua

1. Agricoltura

È il principale utilizzatore di acqua dolce a livello globale. Colture come riso, cotone, mais, frumento e canna da zucchero richiedono grandi volumi, ma irrigazione di precisione, sensori e dati satellitari consentono di distribuire l’acqua dove e quando serve.

2. Energia

Centrali termoelettriche e nucleari impiegano acqua soprattutto per raffreddare. Sistemi a ricircolo, recupero del calore e più fonti eoliche e solari possono ridurre i prelievi e l’impatto sugli ecosistemi.

3. Data center e semiconduttori

Il cloud e l’intelligenza artificiale fanno crescere il fabbisogno di raffreddamento: un data center può utilizzare 1,1 milioni di litri al giorno, mentre i grandi impianti raggiungono volumi molto superiori. Anche la produzione di chip necessita di acqua ultrapura. Raffreddamento efficiente, fonti non potabili e circuiti di recupero sono le risposte più efficaci.

4. Tessile e moda

Dalla coltivazione del cotone alla tintura e al finissaggio, l’impronta idrica attraversa tutta la filiera. Per un paio di jeans servono oltre 10mila litri d’acqua. Processi di tintura a basso consumo, riciclo delle acque e fibre più sostenibili stanno cambiando il settore.

5. Alimentari e bevande

L’acqua è impiegata nella coltivazione delle materie prime, negli allevamenti, nella trasformazione, nel lavaggio e nella sanificazione. Ridurre le perdite, riutilizzare l’acqua di processo e contrastare lo spreco alimentare alleggerisce l’impronta dell’intera catena.

6. Miniere e metalli

Estrazione, separazione dei minerali, controllo delle polveri, pulizia e raffreddamento richiedono volumi rilevanti. Tecnologie di trattamento, bacini a ciclo chiuso e recupero delle acque reflue industriali possono limitarne il consumo.

7. Automotive

Produrre un veicolo può richiedere oltre 147mila litri d’acqua considerando componenti e filiera. Verniciatura, lavaggi, raffreddamento e collaudi sono tra le fasi più intensive, ma il comparto sta accelerando su trattamento e riuso, reimpiegandola nei processi produttivi.

La sfida della transizione idrica

Dalla fabbrica al circuito, la corsa decisiva è quella contro lo spreco: conoscere l’impronta idrica dei prodotti e scegliere processi più efficienti permette di tutelare una risorsa limitata senza rinunciare all’innovazione.

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