Elettricità e competitività: 200 miliardi di investimenti
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Il settore elettrico rappresenta il primo comparto industriale italiano per investimenti. Con il contributo diretto e indiretto della filiera allargata, genera 226 miliardi di euro di valore della produzione, 58 miliardi di valore aggiunto (circa il 3% del PIL) e sostiene 570.000 occupati.
L’opportunità di investimento e i benefici macroeconomici
Lo studio Teha ed Elettricità Futura individua la possibilità di mobilitare 200 miliardi di euro aggiuntivi su 10 anni per incrementare la generazione efficiente (in particolare da fonti rinnovabili), modernizzare le reti e sviluppare sistemi di accumulo. Questo sforzo di capitale porterebbe a:
• Risparmi nel sistema elettrico: fino a 20 miliardi di euro annui a regime
• Impatto sul PIL: oltre 120 miliardi di euro
• Valore della produzione: 300 miliardi di euro
• Occupazione: fino a 166.000 posti di lavoro annui
La pipeline rinnovabile italiana è matura, ma ferma
Il rapporto evidenzia che il vero ostacolo non è la carenza di nuovi progetti, bensì la trasformazione di iniziative già avanzate in capacità installata e integrata. Un esempio significativo riguarda il repowering: gli impianti solari ed eolici esistenti potrebbero essere potenziati di 21 GW (15 GW solari e 6 GW eolici) senza consumo aggiuntivo di suolo. Attualmente, oltre 4.000 progetti per circa 150 GW rimangono bloccati nei processi autorizzativi.
Il collo di bottiglia: tempi autorizzativi sopra la soglia europea
La RED III (Direttiva fonti rinnovabili europea) fissa a 24 mesi il tempo massimo per l’autorizzazione degli impianti rinnovabili. In Italia i tempi medi superano ancora questa soglia, creando un ritardo strutturale nella realizzazione della capacità già pianificata. Secondo lo studio, la realizzazione degli investimenti dipende da condizioni abilitanti critiche: stabilità normativa e regolatoria, processi autorizzativi rapidi e prevedibili, consenso territoriale e collaborazione tra i soggetti coinvolti.
Integrazione sicura della rete e flessibilità della domanda
Un’altra dimensione dello studio riguarda l’infrastruttura di supporto alle rinnovabili. L’integrazione sicura della generazione rinnovabile richiede investimenti in reti moderne, digitalizzate e resilienti, capacità programmabile low-carbon e strumenti di flessibilità della domanda. Questi elementi trasferiscono i benefici economici garantendo stabilità del sistema.
Implicazione per la transizione energetica: l’Italia dispone di una pipeline ampia di progetti rinnovabili maturi, ma i ritardi autorizzativi bloccano centinaia di gigawatt di capacità. L’accelerazione dei tempi autorizzativi rappresenta la leva più efficace per sblizzare investimenti e benefici economici diffusi.
Fonte: Studio “L’elettricità per un’Italia più sicura e competitiva” — Teha Group ed Elettricità Futura, presentato al Forum Ambrosetti di Cernobbio, settembre 2026
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