I rifiuti frenano la competitivita delle imprese
Il Tempo
Luca Sergio FROSINONE Disfunzioni nella fruizione del servizio, impropria applicazione della tariffa in base alle tipologie dei rifiuti prodotti, diversita tra Comuni in merito all’entita, impropria misurazione delle aree sul parametro euro/metro quadrato e scarsa attenzione degli Enti locali nella fase di passaggio dalla Tarsu (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani prevista dal D. Lgs 507/’93) alla TIA (la tariffa di igiene ambientale contemplata dal D. Lgs 22/’97, ma non entrato ancora in vigore). Sono queste le cinque criticita per tutte le aziende ciociare in termini di costi a fronte di un servizio che di fatto non esiste messe in luce dalla Federlazio in un partecipato convegno nel corso del quale il direttore provinciale, dott. Enzo Carlevale, ha illustrato i primi risultati di un’analisi dei costi riguardanti appunto lo smaltimento dei rifiuti negli agglomerati industriali del nostro territorio. Non e un problema di poco conto questo dal momento che gli aggravi dei costi sulle aziende sono tutti fattori determinanti della loro perdita di competitivita. Ora, se alcuni elementi della produzione non sono comprimibili (come ad esempio il costo del lavoro), e intuibile che una piccola riduzione dei costi potrebbe aiutare tanti imprenditori del Frusinate (a cominciare dai piccoli e dagli artigiani) a contenere la concorrenza di altri territori. In questo senso ed in questo settore dei rifiuti potrebbero dare un aiuto a far crescere l’imprenditoria e non pensare a fare solo “cassa”. . . Come? . Un solo esempio: a Frosinone, dal 2004, la Tarsu e aumentata del 51% circa. Vai alla homepage 11/11/2010
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