In questi giorni Greenpeace ha stilato una classifica delle industrie più inquinanti e della CO2 prodotta dalle loro attività su dati del 2009.
Le prime tre posizioni della classifica sono occupate rispettivamente dalla centrale a carbone Enel “Brindisi Sud”, da quella dell’Edison a Taranto e dalla raffineria Saras di Sarroch, in provincia di Cagliari.
Nonostante rispetto a 20 anni fa ci sia stato un decremento della CO2 del 3%, il taglio non risulta comunque sufficiente all’allineamento al Protocollo di Kyoto.
Greenpeace rileva inoltre che i dati degli ultimi cinque anni dimostrano un calo costante delle emissioni del settore termoelettrico: dalle 147 milioni di tonnellate del 2005 ai 122,2 del 2009.
Il merito è anche della massiccia diffusione delle fonti rinnovabili, il cui contributo sulla produzione totale di energia elettrica ha ormai superato il 20%.
Ma per l’Ong c’è ancora molto da fare per aumentare la quota di energie verdi evitando così di impiegare carbone e scansando l’ipotesi del nucleare, scelte che ovviamente Greenpeace non appoggia.
L’Enel, rispetto alla classifica, ha voluto puntualizzare con una nota: “la CO2 non è un inquinante con effetti sull’ambiente e la salute delle regioni dove viene prodotta, ma un gas responsabile dell’effetto serra a livello globale”.
In fondo dice l’Enel “in poche ore la Cina emette più CO2 di tutte le centrali pugliesi in un anno”.