Riciclo eco-efficiente, una riposta pubblica
Terra - quotidiano d'informazione pulita
Nella settimana europea di riduzione dei rifiuti si moltiplicano le iniziative virtuose che indicano nuovi percorsi nella gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti (20 e 21 a Capannori, oggi a Genova). E noto come il settore del riciclo eco-efficiente, se sviluppato opportunamente potra portare allo sviluppo di nuove imprese e, soprattutto in un periodo di crisi profonda, all’instaurarsi di nuovi posti di lavoro. Il recente rapporto sui “green jobs” di Unep e Oil indica come, a livello mondiale, l’offerta occupazionale, sia nel contesto urbano che in quello rurale possa riguardare sino a 4 milioni di posti di lavoro nel mondo industrializzato e anche di piu nei paesi cosiddetti in via di sviluppo. Gli attuali investimenti nel settore delle professioni verdi di 1370 miliardi di dollari l’anno saranno 2470 miliardi entro il 2020. Anche la societa di consulenza Boston Consulting sostiene che negli Stati Uniti, nella peggiore delle ipotesi i lavori verdi dovrebbero passare dagli attuali 570 mila ai 1.100.000 nel 2020. Il riciclo eco-efficiente in Italia occupa gia un posto di rilievo nella produzione industriale italiana. Sappiamo pero che e necessario investire e sostenere questa “conversione ecologica dell’economia”. In particolare le filiere di carta, plastica, vetro, organico devono trovare nuove propsettive di affermazione. E anche il residuo secco trattato secondo il principio dell’estrusione puo dar vita ai materiali post-consumo. Il ruolo delle pubbliche amministrazioni diventa, in questo scenario che e in primo luogo economico, assolutamente strategico. Un ruolo importante lo ha svolto nel nostro paese un’Autority tra le meno conosciute ma di vitale importanza per sostenere processi sostenibili nella gestione dei rifiuti. Tra i compiti dell’Osservatorio nazionale Rifiuti e prevista dalla normativa l’elaborazione di strategie di prevenzione e minimizzazione dei rifiuti, anche in attuazione della Direttiva che colloca al primo posto nella gerarchia di gestione dei rifiuti la riduzione della produzione dei rifiuti, per poi indicare preparazione per il riutilizzo, raccolta differenziata, riciclo, recupero energetico (ad esempio attraverso biogas). Sul tema prevenzione della produzione dei rifiuti esistono moltissime buone pratiche in Italia. Rientra tra i compiti istituzionali dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti l’elaborazione di strategie di prevenzione e minimizzazione. Tra le priorita ha rivestito un ruolo centrale la revisione delle Linee guida elaborate nel 2006, in collaborazione con Federambiente, nonche la creazione delle basi per il Programma nazionale della prevenzione, coinvolgendo e responsabilizzando tutti gli attori del ciclo beni/rifiuti, il settore produttivo e quello della distribuzione commerciale, senza tralasciare una vasta azione d’informazione e sensibilizzazione del grande pubblico. Anziche bruciati i rifiuti oggi possono essere trattati tramite estrusione (specie di strofinamento) e dal residuo secco si puo ottenere sabbia sintetica per edilizia (esempio tipico quello di Vedelago) o altro. Il recupero energetico puo avvenire con impiantistica di tipo meccanico-biologico. Il rifiuto ha una potenzialita straordinaria e con l’applicazione di innovazione teconologica puo essere recuperato sino ad arrivare a rifiuti zero. Tra le piu importanti potenzialita associate alla gestione del ciclo dei rifiuti in Italia va anche associata la possibilita di incrementare l’occupazione distribuita in cicli economici virtuosi. A questo proposito e utile citare testualmente la posizione espressa dal dottor Roberto Cavallo, Presidente Aica (Associazione internazionale per la comunicazione ambientale): abbiamo una grande opportunita in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la societa: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare. In pratica servire i 45 milioni di italiani con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100mila posti di lavoro diretti. Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate: richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere e immediatamente cantierabile; da ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti; aumenta la qualita (non solo la quantita) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente piu flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime. E altresi vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettivita dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni puo raggiungere un nuovo equilibrio. Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte. In termini ancor piu vivi di si tratta di non seppellire i costi dello smaltimento in una discarica ma di impiegare tali fondi per generare altro materiale. Se si potesse finanziare al 50% gli investimenti in questo campo con meno di 400 milioni si potrebbero creare 200.000 posti di lavoro! Infine, tra le potenzialita offerte dall’investimento nel sistema rifiuti non si puo sottacere la possibilita concreta di difendere la produzione locale. Questo ci si attenderebbe dai politici che siedono in Parlamento, una proposta di legge che destini 400 milioni di euro alla raccolta differenziata domiciliare nei comuni e il potenziamento del riciclo eco-efficiente in Italia. Per ora abbiamo assistito alla soppressione dell’Osservatorio nazionale rifiuti che tale proposta aveva suggerito: sottrarre rifiuti alle discariche, alla camorra, a smaltimenti illeciti, a inceneritori, sviluppare il riciclo eco-efficiente, ccreare uovi posti di lavoro sostenibili, potenziare un’economia verde tecnologicamente innovativa. Il ruolo dell’Autority, del Ministero dell’ambiente e di quello per lo Sviluppo economico, il ruolo delle pubbliche amministrazioni e decisivo per orientare l’economia italiana verso la green-economy, con i rifiuti a portata di mano.
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