Addio definitivo al sacchetto di plastica
Come annunciato precedentemente nelle nostre news, l’era del sacchetto di plastica per la spesa si è conclusa.
Il 2011, per il WWF, segna un punto di svolta poiché dopo 50 anni si prendono la rivincita quegli strumenti utilizzati dalle nonne come le sporte in tela, i carrelli della spesa, le retine che hanno tutte il pregio di poter essere riutilizzate infinite volte a beneficio dell’ambiente e della nostra economia domestica.
Il 1957 è l’anno che segnò l’inizio dell’era del sacchetto di plastica, prodotto per la prima volta negli Stati Uniti.
Ne hanno decretato il successo le sue qualità peculiari: leggero, resistente, economico, conveniente per portare generi alimentari, vestiario e altri acquisti.
Con un peso di soli pochi grammi e una media di pochi millimetri di spessore, i sacchetti di plastica potrebbero sembrare completamente innocui se non fosse che vengono prodotti a partire dal petrolio e in quantità incredibili.
Fabbriche in tutto il mondo sfornano circa 4-5.000 miliardi di buste di plastica l’anno, un quarto dei quali viene prodotto in Asia, contribuendo a immettere in atmosfera tonnellate di emissioni di carbonio ogni anno.
L’addio allo shopper di plastica è stato salutato con favore dal WWF appunto, che da anni promuove e appoggia iniziative volte a proporre soluzioni di riduzione dei rifiuti e alternative alla sporta di plastica con sporte “durevoli” in cotone e altri materiali.
Un piccolo passo è stato fatto verso un ambiente più protetto..
Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO
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