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Green economy: nasce l’Osservatorio nazionale delle attivita economiche sostenibili (Onaee)

Green economy: nasce l’Osservatorio nazionale delle attivita economiche sostenibili (Onaee)

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Green economy: nasce l’Osservatorio nazionale delle attivita economiche sostenibili (Onaee)

La green economy ha un nuovo osservatorio. Si chiama Onaee, un acronimo che sta per “Osservatorio nazionale attivita economiche ecosostenibili”, e il suo presidente e Raffaele Di Mario. L’idea di partenza e stata quella di raggruppare le imprese dedite alla sostenibilita, creando un dialogo continuo con la politica e le istituzioni, oltre a raccogliere le richieste degli operatori del settore. In effetti, l’Osservatorio potrebbe diventare un punto di riferimento per lo scenario italiano del “vivere e lavorare sostenibile”, uno scenario che si sviluppa incessantemente e che ha bisogno di organismi aggregatori.”In Italia ci sono molte piu aziende ecosostenibili di quanto si possa immaginare”, ha puntualizzato Di Mario. Impossibile dargli torto, soprattutto considerando che i settori che si sono orientati verso l’ecosostenibilita vanno dall’energia pulita alla mobilita, dallo smaltimento dei rifiuti all’agricoltura biologica. Lo stesso presidente svela uno dei primi progetti del neonato Osservatorio, “incaricare un istituto demo-scopico affinche realizzi un’analisi che ci permetta di comprendere a fondo quale e lo stato di salute dell’imprenditoria italiana e quali sono le strategie ritenute fondamentali per uscire dalla crisi”. Secondo Di Mario, infatti, c’e molta voglia di investire in nuovi mercati, di sperimentare, ma occorre capire in che maniera e misura, oltre che come riorganizzare la propria struttura interna.Secondo i numeri della green economy, la crescita del settore e destinata a raddoppiare in 10 anni, anche grazie ai governi che via via si convincono a stanziare fondi. Al momento possiamo ricordare i fondi anti-crisi che hanno riguardato il green stanziati da Cina (171,1 miliardi di euro), Stati Uniti (86 miliardi), Germania (10 miliardi). L’Italia ha riproposto nel 2011 le detrazioni fiscali del 55% per il risparmio energetico e la riqualificazione energetica degli edifici, mentre le aziende italiane diventano “sempre piu sensibili a questi temi e gia adottano comportamenti e procedure ecosostenibili”, per dirla con le parole di Di Mario, che ricorda pero l’importanza di una strategia piu ampia, al di la delle scelte dei singoli imprenditori.Paola Valeri

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