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La saga dei sacchetti – Quanto vale in Ue il divieto degli shopper? I dubbi del Carpi

La saga dei sacchetti – Quanto vale in Ue il divieto degli shopper? I dubbi del Carpi

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La saga dei sacchetti – Quanto vale in Ue il divieto degli shopper? I dubbi del Carpi

Treviso, 17 gennaio – Secondo uno studio effettuato dal servizio affari legali del consorzio Carpi la disposizione in base alla quale dal primo gennaio 2011 e vietata la commercializzazione delle buste per asporto delle merci in materiali non biodegradabili, potrebbe non essere efficace e validamente applicabile. I dubbi normativi – Alcuni Comuni hanno gia adottato disposizioni, con relative sanzioni, per punire i soggetti che commercializzano ancora sacchetti prodotti in materiale non biodegradabile. Un’analoga disposizione era pero gia stata approvata in Francia e censurata dalla Commissione Ue. Il divieto di cmmercializzare buste di plastica non biodegradabile non e infatti previsto da alcuna Direttiva comunitaria. Inoltre, il progetto di legge contenente le disposizioni per il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica avrebbe dovuto essere notificato dal Governo italiano alla Commissione, ma non risulta, e peraltro nella legge non vi e traccia del fatto che l’adempimento sia stato soddisfatto. I dubbi sull’impatto ambientale – Il consumo di sacchetti in polietilene in Italia e di circa 200mila tonnellate all’anno. Il polietilene deriva dal petrolio e dovrebbe invece essere sostituito dai nuovi bio-shopper, che derivano dal mais o dal girasole. Per ottenere la stessa quantita di sacchetti in bioplastica dovrebbero essere coltivati non meno di 300mila ettari e consumati almeno un miliardo e 200 milioni di metri cubi d’acqua per irrigarli. L’Italia e l’Europa non hanno la possibilita di sopportare simili consumi di territorio e di risorse idriche. Pertanto i bio-sacchetti favoriranno le importazioni da paesi extra Ue a scapito dell’industria Italiana. Infine Carpi, essendo prima di tutto un consorzio di riciclatori, non puo non sottolineare che la plastica e riciclabile al 90% e piu volte. Per questo il consorzio ha fatto sapere che fara quanto possibile per ostacolare una scelta che non offre a parer suo visibili vantaggi ambientali e socio-politici.

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