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Nuova tecnologia per riciclare gli imballaggi di plastica, anche quelli natalizi

Nuova tecnologia per riciclare gli imballaggi di plastica, anche quelli natalizi

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Nuova tecnologia per riciclare gli imballaggi di plastica, anche quelli natalizi

Warwic (UK), 10 gennaio – I ricercatori dell’Universita di Warwick in Inghilterra hanno sviluppato un nuovo sistema che potrebbe consentire di riciclare il 100% degli imballaggi di plastica, anziche una frazione minima, come avviene attualmente. In particolare, gli studiosi hanno calcolato che nel periodo natalizio ciascuno di noi consuma 120 grammi di materie plastiche che fanno parte delle confezioni dei regali e che sono in gran parte costituiti da composti quasi impossibili da riciclare. Una parte della plastica va direttamente nelle discariche, spiegano i ricercatori, ma oggi molti cittadini si sforzano di separare il resto dei rifiuti di plastica, credendo che possano essere riciclati, mentre tipicamente soltanto il 12% dei rsu di plastica viene davvero riciclato in Gran Bretagna. Spesso la separazione e la pulizia dei vari tipi di plastica richiede troppo tempo o si rivela troppo dispendiosa in termini di manodopera, perche in molti casi e necessario un intervento manuale per risolvere i problemi di contaminazione dei materiali. Inoltre, spesso gli oggetti sono costituiti da diversi tipi di plastica, ciascuno dei quali richiede un trattamento diverso. Gli ingegneri dell’Universita di Warwick hanno quindi ideato un semplice processo che permette di trattare qualsiasi rifiuto di plastica ed e in grado di scomporre alcuni polimeri, come il polistirene, fino a ottenere i monomeri originari (per esempio lo stirene). I ricercatori hanno realizzato un sistema che utilizza la pirolisi (cioe sfrutta il calore in assenza di ossigeno per decomporre i materiali), in un “reattore a letto fluidizzato”. Nei test condotti in laboratorio, i ricercatori sono riusciti a ottenere prodotti utili, molti dei quali recuperati tramite una semplice distillazione, a partire da un’ampia gamma di materie plastiche miste. Tra i prodotti ottenuti figurano: cera utilizzabile come lubrificante, monomeri come lo stirene, che puo essere utilizzato per produrre nuovo polistirene, acido tereftalico, che puo essere riutilizzato per prodotti in Pet, metilmetacrilato che puo essere impiegato per la produzione di fogli acrilici, e carbonio, che puo essere utilizzato nei pigmenti per vernici e nella produzione di pneumatici. Anche i residui carbonizzati di alcune delle reazioni chimiche possono essere rivenduti come carbone attivo, per almeno 400 sterline a tonnellata. Il ricercatore capo del progetto, l’ingegnere Baeyens, prevede che le autorita locali e le aziende che si occupano della gestione dei rifiuti possano utilizzare questa nuova tecnologia per creare reattori di grandi dimensioni da installare nelle discariche, consentendo il recupero di grandi quantita di materiali riutilizzabili. “Un tipico impianto su vasta scala potrebbe avere una capacita media di 10.000 t di rifiuti di plastica all’anno”. Baeyens stima che da un impianto del genere si possano ottenere sostanze chimiche di riciclo del valore di 5 milioni di sterline, a fronte di costi energetici di circa 50mila sterline. A cio si aggiungerebbe un risparmio di 500mila sterline all’anno sulle tasse per lo smaltimento dei rifiuti in discarica, realizzando quindi un sistema altamente redditizio.

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