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NUCLEARE: PRODI, PERSO UN TRENO; CORRERE FORTE SE LO SI VUOLE RIP

NUCLEARE: PRODI, PERSO UN TRENO; CORRERE FORTE SE LO SI VUOLE RIP

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Agi Energia

NUCLEARE: PRODI, PERSO UN TRENO; CORRERE FORTE SE LO SI VUOLE RIP

martedi 25 gennaio 2011 20.49 (AGI) – Bologna, 25 gen. – “Il treno del nucleare lo abbiamo perso e quando si e’ perso un treno e’ molto difficile corrergli dietro. Lo si puo’ fare ma si deve correre molto forte”. L’ex premier Romano Prodi, alla presentazione del libro di Alberto Clo’ “Si fa presto a dire nucleare” evidenzia alcune problematiche legate, al ritorno dell’energia nucleare in Italia: prime fra tutte la crescita dei costi dovuti alla sicurezza, la tecnologia che “non sembra avviata verso progressi sostanziali”, lo smaltimento dei rifiuti e la perdita di quella capacita’ tecnico-scientifica che caratterizzava 30 anni fa il nostro paese. Non manca una critica allo spot televisivo sul nucleare che simula una partita a scacchi tra pro e contro energia atomica. Prodi la definisce “subliminale” con il giocatore con gli scacchi bianchi, quelli a favore del nucleare, che, dice,”sembra fare le domandine piu’ intelligenti”. Secondo l’ex capo del Governo e’ comunque necessario dibattere sulla questione senza assumere un spirito ideologico e non, come fatto finora un po’ per “slogan”. Anche gli interventi di Luciano Violante ed Angelo Panebianco, hanno dato merito all’autore del libro di aver riportato sul piano della razionalita’ l’analisi dell’impatto che avrebbe il ritorno del nucleare sull’economia italiana. Clo’, professore di economia industriale all’Universita’ di Bologna e ministro dell’Industria nel governo Dini, fu uno dei pochi insieme allo stesso Prodi a schierarsi contro l’uscita dell’Italia dal nucleare sancita con il referendum del 1987. “Quella scelta – ha sostenuto Clo’ – fu scellerata poiche’ venne distrutto un intero sapere scientifico, manifatturiero e gestionale composto da decine di migliaia di uomini”. Secondo Clo’ tuttavia, l’attuale piano del Governo non puo’ non suscitare dubbi: “Come e’ possibile credere – si chiede – che si possano fare dodici centrali in un decennio?”. Lo smaltimento delle scorie radioattive, il rapporto tra costi e benefici, la necessita’ di una strategia di lungo termine condivisa politicamente (“il Pd sbaglia a non volersi sedere a un tavolo di discussione”) sono alcuni temi su cui Clo’ richiama l’attenzione. “Per tutte queste questioni – conclude l’ex ministro – da nuclearista sono molto scettico e il giorno del referendum andro’ al mare”. (AGI) Bo1/Mau

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