Dopo i gravi incidenti nucleari di Three Mile Island (1979) e di Chernobyl (1986) ecco il terzo a Fukushima, in Giappone.
Ci dicono che questo incidente è stato un caso straordinario, che una situazione analoga non potrà mai più ripetersi e che non ci sarà un’altra Chernobyl, tutto molto rassicurante.
La verità è che nessuno sa come fermare quello che sta succedendo in Giappone e nessuno sa quali saranno le conseguenze, perchè se qualcosa va storto il nucleare è fuori controllo.
Vale la pena di continuare a costruire centrali nucleari se queste non sono sicure? No, essere già circondati da quelle francesi e svizzere può bastare.
Anche la centrale di Fukushima è stata costruita per essere sicura e lo è stata fino ad un minuto prima del terremoto, ma la verità è che nessuno può prevedere determinati eventi e di conseguenza nessuno può sapere fino a quando una centrale nucleare sarà sicura, sia questa di prima, seconda o terza generazione.
Inoltre i costi dell’elettricità che esse forniscono sono inaccettabili perchè dipendono dalla insicurezza e pericolosità e dai costi non solo monetari ma anche umani e politici dell’intero ciclo nucleare.
Dalle miniere di uranio all’arricchimento dell’uranio, alla preparazione degli elementi di combustibile, senza contare i costi dei conflitti associati alla localizzazione degli impianti delle centrali e dello smaltimento delle scorie, conflitti che sono superabili soltanto con la militarizzazione del territorio, coprendo le attività nucleari col segreto di stato, secondo la legge imposta dal governo per tenere a bada la contestazione.
Infine non c’è nessun posto in Italia in cui possa essere installata una centrale nucleare, un deposito di scorie, in un territorio esposto a terremoti, frane e alluvioni, con le coste urbanizzate ed esposte ad erosione.
Le nostre fonti rinnovabili, al contrario, sono sicure.
Eolico, bioenergie e solare, nel 2010, hanno prodotto 20 miliardi di kWh e sono state superate le 800 imprese attive nel solo settore del fotovoltaico.
Come testimoniano i dati di Terna (società responsabile della Trasmissione Elettrica nella Rete Nazionale) , infatti, nello scorso anno si è verificata una forte crescita della produzione da rinnovabili che è arrivata a coprire il 22,1% dei consumi elettrici complessivi italiani (importazioni e pompaggi inclusi), e oltre il 25% della produzione elettrica nazionale grazie a idroelettrico, eolico, fotovoltaico, biomasse, geotermia.