Salta al contenuto
Rifiuti, il Parlamento boccia la Regione Lazio

Rifiuti, il Parlamento boccia la Regione Lazio

eso

Terra - quotidiano d'informazione pulita

Rifiuti, il Parlamento boccia la Regione Lazio

Nel Lazio l’emergenza rifiuti non e mai finita. E se nel 2008, a distanza di nove anni dal suo inizio, la crisi e stata dichiarata risolta, si deve . Le 81 pagine della relazione sul ciclo dei rifiuti in Lazio, approvata ieri dalla Commissione ecomafie, bocciano senza riserve la gestione della Regione e degli enti locali. La raccolta differenziata non e mai davvero partita: la media delle cinque province e ferma al 15 per cento, in teoria dovrebbe raggiungere il 60. I termovalorizzatori sono , per funzionare sono costretti a importare rifiuti da fuori regione. E come in Campania, anche nel Lazio tutto il ciclo si regge ancora sulle discariche. , e la constatazione della relazione parlamentare. Con la fine della gestione commissariale la situazione non e migliorata di molto. Tre le grosse falle individuate dalla Commissione ecomfie: . A queste si aggiunge la presenza invasiva della criminalita organizzata, capace, soprattutto in provincia di Latina, di monopolizzare il settore dei trasporti e di far entrare illegalmente in discarica rifiuti pericolosi. Della crescita a passo di lumaca dei tassi di raccolta differenziata (Roma, Viterbo e Latina sono tra il 16 e il 15 per cento, Rieti e Frosinone al 6) se ne e avvantaggiato in questi anni soprattutto Manlio Cerroni, il re della spazzatura romana, che gestisce l’invaso di Malagrotta, la piu grande discarica di Italia e d’Europa. Ogni tonnellata conferita nella sua discarica costa 72 euro. Per cui, a conti fatti, nelle tasche dell’imprenditore romano finiscono 44 milioni di euro ogni anno. Soldi molto facili visto che Cerroni opera in regime di monopolio, come sottolinea in piu punti la relazione. , rispose il sindaco di Roma Gianni Alemanno durante un’audizione in Commissione Ecomafie a chi gli chiedeva conto di questo rapporto privilegiato degli enti pubblici con un unico privato. Secondo il primo cittadino della Capitale, . Non pericoloso, ma di pessima qualita e invece il cdr, il combustibile da rifiuti, prodotto negli impianti laziali. I termovalorizzatori di Colleferro (al centro di una importante inchiesta della magistratura) e Frosinone sono costretti percio a importare immondizia dalle altre regioni. La colpa e della carenza di stabilimenti di trattamento meccanico biologico e della scarsa efficienza degli impianti di compostaggio. Secondo la Commissione ecomafie, gli inceneritori laziali sono molto piu grandi del necessario e se la raccolta differenziata partisse sul serio, il problema aumenterebbe di dimensione. Per questo motivo, si legge nella relazione, il termovalorizzatore, che dovrebbe essere costruito ad Albano, non solo potrebbe avere conseguenze nocive sulla salute (nel testo viene dato ampio spazio al parere contrario dell’Asl), ma propabilmente sarebbe addirittura .

Torna al numero

Articoli correlati

Rifiuti Lazio, Clini: pochi mesi per trovare una soluzione transitoria

Rifiuti Lazio, Clini: pochi mesi per trovare una soluzione transitoria

manifestazione comitati vertenza rifiuti Lazio sit-in ministero ambiente

manifestazione comitati vertenza rifiuti Lazio sit-in ministero ambiente

Emanato il decreto sulla tariffa puntuale dei rifiuti

Emanato il decreto sulla tariffa puntuale dei rifiuti

Iscriviti alla newsletter

Ricevi GoGreen: notizie, normativa e buone pratiche ambientali.

Iscriviti

Contattaci per una consulenza

Parla con ESO per smaltimento, riciclo, recupero, gestione rifiuti e consulenza.

Contattaci