Il Codacons ottiene dal Consiglio di Stato una verifica sugli impianti di quarta generazione
E-gazette
Roma, 21 Marzo – Vittoria parziale per il Codacons, che aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato chiedendo che il Ministero dello sviluppo economico, prima di decidere per l’opzione nucleare, valutasse sotto l’aspetto scientifico la tecnologia connessa al nucleare di quarta generazione. Il Consiglio di Stato, pur dichiarando inammissibile il ricorso, ha sentenziato che gli “accertamenti rimessi alle valutazioni discrezionali del Cipe che, nella sua competenza, li compira senz’altro con tutta la diligenza che il caso richiede, anche vagliando se sia preferibile la tecnologia del nucleare di cosiddetta quarta generazione, anche sotto il profilo del minor tempo di smaltimento delle scorie. Secondo il Codacons, “dopo questa sentenza il Ministero dello Sviluppo e l’Agenzia per la sicurezza nucleare dovranno riaprire obbligatoriamente le istruttorie tecniche dirette a capire come mai siano state preferite, se non a vantaggio delle lobby del nucleare, le centrali di terza generazione, che altri paesi hanno gia abbandonato in favore dei reattori di quarta generazione, i quali possono essere realizzati con i medesimi tempi, piu elevate garanzie sul fronte della sicurezza e minor produzione di scorie nucleari”. Non solo: in caso di incidenti, queste centrali hanno un diverso tipo di raffreddamento degli impianti, che consente di evitare situazioni di elevato pericolo come quelle riscontate in queste ore in Giappone. Il Codacons non si e fermato qui. Ha infatti chiesto le dimissioni di Umberto Veronesi dall’Agenzia per la sicurezza nucleare con queste motivazioni: “La tragedia del Giappone evidenzia ancora una volta la incompatibilita del Prof. Veronesi al vertice di un’autorita cosi importante, soprattutto se si considera la sua consolidata posizione pro-nucleare, e le sue tesi a favore di Radio Vaticana. Chi ci salvera da un’eventuale sovraesposizione alle esplosioni e alle radiazioni nucleari ionizzanti se Veronesi, nella qualita di perito di parte del Vaticano, sosteneva di non dover tutelare la popolazione di Cesano neanche dalle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti?”.
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