La normativa sugli shoppers e cambiata. Raccontiamoci come
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Roma, 7 marzo 2011 – Shoppers VS bioshoppers Chiarezza nelle norme e lungimiranza nella gestione dei materiali Il Consorzio PolieCo, ha promosso, a Roma, una giornata di studio e riflessione a partire dal bando imposto dal Governo sui sacchi per asporto merci non biodegradabili Superare le difficolta attuali nel merito del recente divieto di commercializzazione dei “sacchi per asporto merci non biodegradabili” (comunemente detti shoppers); promuovere azioni di lobbies propositive nei confronti del Legislatore, lavorare in condivisione con le istanze dell’ambiente senza dimenticare la mission aziendale degli operatori del riciclo e favorire il libero mercato dei materiali al di la di miopi barricate ideologiche: sono queste le risultanze emerse dal convegno: “La normativa sugli shoppers e cambiata. Raccontiamoci come”, promosso dal Consorzio PolieCo (Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni in polietilene). Oltre 100 partecipanti, di cui almeno 50 in rappresentanza di Aziende produttrici di shoppers (numerose anche le adesioni da parte del comparto del riciclo e della trasformazione) hanno risposto all’invito del PolieCo presso la Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio, in Roma; senza contare gli importanti contributi accademici dal mondo della giurisprudenza e il supporto tecnico-culturale di Assorimap, Legambiente, ed importanti rappresentanti della Grande distribuzione commerciale (Coop Italia e Gruppo Despar, Conad e Federdistribuzione) e dell’Azienda Municipalizzata per i servizi ambientali della Capitale, AMA. Fra i partecipanti si sono segnalate anche le presenze di Coldiretti, Confcooperative, CNA, Confartigianato e WWF. “Quello di oggi vuole essere un momento di confronto senza censure e senza paura di sviscerare l’argomento dai tanti punti di vista dei numerosi portatori di interesse coinvolti nella filiera degli shoppers – ha dichiarato in apertura Enrico Bobbio, Presidente del Consorzio PolieCo – a partire dalle sollecitazioni di una norma che forse e stata sottovalutata sin dalla sua introduzione a partire dalla Legge Finanziaria 2007, proprio dal settore delle imprese, abituate ad un modus operandi tutto italiano improntato alla proroga e alla deroga”. “Proprio due anni fa abbiamo promosso un primo convegno, qui a Roma, sulle bioplastiche ed il loro utilizzo industriale in vista del bando che poi si e verificato – ha proseguito il Presidente Bobbio – come in quell’occasione, voglio ribadire che il nostro comparto industriale non si pone contro i biopolimeri tout court, ma non puo non richiedere una regolamentazione chiara circa il loro utilizzo ed il loro riciclo”. Il Convegno ha preso le mosse da una disamina tecnico-normativa dei presupposti giuridici che hanno portato il Paese ad adottare il bando degli shoppers non biodegradabili, disamina curata dai consulenti legali del PolieCo, i quali si sono soffermati sulla definizione di “sacco per asporto merci” a partire dalla definizione contenuta nella Direttiva imballaggi e alla sua trasposizione nel diritto nazionale. A rappresentare il Legislatore italiano, l’On. Ermete Realacci, uno dei padri della norma che impone il divieto di commercializzazione degli shoppers non biodegradabili, il quale, nell’ascoltare il cahier de doleance presentato dalle aziende di riciclo del polietilene ha dichiarato che: “Il fine della norma era quello di promuovere nel Paese un impulso affinche il comparto della petrolchimica potesse rivedere il proprio operato in termini di eccellenza, onde costruire una partita che avrebbe allargato le possibilita economiche dell’industria italiana attraverso filiere ecocompatibili”. “Purtroppo – ha rimarcato l’On. Realacci – si e perso del tempo e si sono persi gli obiettivi principali, non attrezzandosi per tempo e non affrontando subito i punti critici, ovvero: il reperimento della materia prima, le difficolta tecnico-impiantistiche, l’integrazione fra le norme nazionali e quelle europee, il problema delle scorte”. A sottolineare le differenze fra shoppers in polietilene, shoppers prodotti con biopolimeri e shoppers contenenti additivi che ne favoriscono la biodegradabilita, e stata la Dott.ssa Loredana Musumeci dell’Istituto Superiore della Sanita, la quale si e soffermata soprattutto sui requisiti chimici e gli standard di produzione dei biopolimeri affinche questi possano effettivamente fregiarsi della caratteristica di biodegradabilita e compostabilita. Su questo punto, secondo la Dott.ssa, sono necessarie alcune considerazioni: “non e detto che un materiale biodegradabile sia sufficientemente compostabile; se sulla compostabilita ci sono norme e regole chiare, sulla biodegradabilita i giochi risultano ancora molto aperti; il problema degli shoppers biodegradabili e che nessuna legge europea prevede l’obbligo di sostituzione dei sacchi per asporto merci in PE con quelli biodegradabili, tale norma e contemplata solo a livello nazionale soltanto per quanto attiene agli imballaggi destinati alla raccolta della frazione organica dei rifiuti solidi urbani”. Inaspettatamente critico, sulla vicenda che si e venuta a creare dopo il bando dal 1? gennaio 2011, anche Stefano Ciafani, Responsabile Scientifico Nazionale di Legambiente, il quale, pur ricordando il forte sostegno che da sempre l’Associazione ambientalista ha posto nel favorire il mercato dei biopolimeri, ha sottolineato che: “non e mai stata nostra intenzione pensare ad una sostituzione uno ad uno, ne che tali dinamiche dovessero verificarsi senza la ricerca di un dialogo costruttivo con le imprese produttrici di film in polimeri tradizionali”. Ad illustrare le difficolta delle imprese di riciclo, dopo gli interventi e i case history presentati dal rappresentante di Color Tec, Dott. Salvatore Paolillo e di Cereplast, Dott. Wolfgang Eckey, e stato, Corrado Dentis, Presidente di Assorimap, dichiaratosi apertamente contrario alla messa al bando dei sacchi per trasporto merci non biodegradabili e fortemente propenso ad una azione di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni competenti, al fine di ridefinire, nel quadro economico attuale, i percorsi dei materiali in ragione degli effetti economici, sociali e culturali del problema. Maurizio Zucchi, Direttore Qualita COOP Italia e Luigi Borrelli, Category Manager Prodotti a Marchio – Despar Servizi, hanno raccontato l’esperienza dei relativi marchi nel periodo precedente al bando per promuovere l’educazione e la sensibilizzazione dei consumatori nei confronti dei nuovi sacchi per asporto merci; mentre Massimo Centemero, Direttore Tecnico del Consorzio Italiano Compostatori, si e soffermato sulle difficolta degli operatori del settore di fronte agli ingenti quantitativi di imballaggi plastici che continuano ad inquinare la frazione organica da destinare al compostaggio, ingenerando, un aggravio dei costi per lo smaltimento in discarica dei detti quantitativi. Ad esprimere un forte apprezzamento per il lavoro culturale e di sostegno alle imprese promosso dal PolieCo e stato Daniele Clarke, Presidente AMA, il quale, sulla questione degli shoppers tradizionali, ha rimarcato che “gran parte del problema non deriva dal materiale di partenza in se, bensi da comportamenti scorretti dei consumatori che favoriscono l’abbandono dei sacchetti nell’ambiente”; mentre una nota di criticita sulla questione del mancato avvio di impianti che trattano la frazione organica e stata presentata dalla Prof.ssa Maria Ioannilli, Universita di Tor Vergata, la quale, sulla questione shoppers, ha dichiarato: “non dobbiamo approcciarci ai biopolimeri come e stato fatto per la raccolta differenziata, dando loro un valore in se a prescindere dall’uso e dal loro ciclo di vita. Il problema va affrontato nel suo insieme, senza trincerarsi dietro slogan o bandiere ideologiche”. A intervenire per ultimi, il Dott. Andrea Pugliese, Associazione Italiana Fertilizzanti, che ha portato il caso di studio di un importante impianto di compostaggio pugliese e l’Avv. Luigi Micheli, Consulente della Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, che ha comunicato circa una richiesta di interrogazione che l’On. Paolo Russo ha rivolto al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, circa la questione shoppers, lo scorso 28 febbraio. “Le questioni sono ancora molto aperte – ha dichiarato il Presidente PolieCo, Enrico Bobbio – a partire dalle ambiguita circa la definizione di sacco per asporto merci, alla mancanza di norme tecniche chiare”. “Come Consorzio – ha concluso – possiamo garantire che continueremo a lavorare per il benessere ed il futuro delle aziende consorziate; domani stesso, [martedi 8 marzo per chi legge], abbiamo fissato un appuntamento con il Presidente della VII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, On. Angelo Alessandri, per discutere lo stato dell’arte e prospettare un cammino volto all’ottimizzazione delle risorse e della salvaguardia delle imprese che hanno nell’ambiente la loro mission, quali i riciclatori e produttori di materiali riciclabili”. Tags: Angelo Alessandri, Cereplast, CNA, Coldiretti, Color Tec, Conad, Confartigianato, confcooperative, Consorzio PolieCo, Coop Italia, Corrado Dentis, Daniele Clarke, Dott. Salvatore Paolillo, Dott. Wolfgang Eckey, Enrico Bobbio, Federdistribuzione, Gruppo Despar, Loredana Musumeci, Luigi Borrelli, Luigi Micheli, Maria Ioannilli, Maurizio Zucchi, normativa sugli shoppers, On. Ermete Realacci, Paolo Russo, Presidente AMA, Presidente del Consorzio PolieCo, Presidente di Assorimap, Universita di Tor Vergata, WWF
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