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Ecodesign: in vigore nuove norme per la progettazione ecocompatibile di rubinetti e infissi

Ecodesign: in vigore nuove norme per la progettazione ecocompatibile di rubinetti e infissi

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Ecodesign: in vigore nuove norme per la progettazione ecocompatibile di rubinetti e infissi

Anche l’Italia, con l’entrata in vigore del decreto legislativo 15/2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 dell’8 marzo 2011, si allinea alla normativa europea in materia di progettazione ecocompatibile dei materiali connessi all’energia, attuando la direttiva 2009/125/CE. In pratica, parliamo di ecodesign, tema attorno al quale il dibattito e durato per mesi, prima di trovare la soluzione che conducesse dritti al decreto. Si tratta di un provvedimento chiave per l’edilizia, una norma che regolera la progettazione degli edifici del futuro e imporra di tenere conto dell’impatto di componenti come rubinetti, infissi, materiali. Inutile dire che i prodotti piu dannosi per l’ambiente dovranno assolutamente essere messi da parte: occorrera, infatti, scegliere materiali rispettosi, ecofriendly.Resta, com’era prevedibile, da stabilire come bilanciare gli interessi del mercato (delle pmi, di conseguenza), in modo da non penalizzare alcuni produttori a favore di altri, ma sappiamo bene che, soprattutto in questi ultimi anni, la normativa europea impone di considerare maggiormente un interesse ancora piu grande, quello alla salvaguardia del pianeta.All’interno del decreto sono presenti alcune definizioni, vale a dire quelle di riciclaggio, recupero, rifiuto e riutilizzo. Prodotti e materiali, una volta utilizzati, potranno essere recuperati e impiegati nuovamente con lo stesso scopo per il quale sono stati creati. Tutto cio, come ricorda la norma, non andra ad interferire con il Codice Ambiente (d. lgs 152/2006). Unico punto fermo, quello che impone il recupero di energia esclusivamente con l’incenerimento diretto, quindi non attraverso il riciclaggio.Ecco, dunque, le definizioni contenute nel decreto:- riutilizzo: qualsiasi operazione mediante la quale un prodotto o i suoi componenti, giunti al termine del loro primo uso, sono utilizzati per lo stesso scopo per il quale sono stati concepiti, incluso l’uso continuato di un prodotto, conferito a punti di raccolta, distributori, riciclatori o fabbricanti, nonche il riutilizzo di un prodotto dopo la rimessa a nuovo; – riciclaggio: lo specifico riciclaggio in un processo di produzione di materiali di rifiuto per lo scopo originario o per altri scopi, escluso il recupero di energia; – recupero di energia: l’uso dei rifiuti combustibili quale mezzo per produrre energia attraverso l’incenerimento diretto con o senza altri rifiuti ma con recupero del calore; – recupero: qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale, ai sensi della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e successive modificazioni; – rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfa o ha deciso o ha l’obbligo di disfarsi ai sensi della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.Lo stesso decreto indica poi gli obblighi per gli importatori. Sono loro, infatti, a dover garantire che i prodotti immessi sul mercato italiano sia conforme alla legge e a dover “detenere e rendere disponibile la dichiarazione CE di conformita e la documentazione tecnica relativa alla valutazione di conformita eseguita e alle dichiarazioni di conformita emesse”.Prima che un prodotto venga immesso sul mercato, in ogni caso, viene apposta una marcatura CE e viene emessa la dichiarazione di conformita, con cui, appunto, il fabbricante o li’importatore garantiscono il rispetto della legge. La sanzione, nel caso di immissione sul mercato di prodotti senza marcatura o di contraffazione della dichiarazione di conformita, va da 20 mila a 150 mila euro.Anna Tita Gallo

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