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Rifiuti si rifiuti no

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Rifiuti si rifiuti no

Pochi giorni fa la Commissione europea ha adottato il primo regolamento che definisce quando i rifiuti non sono piu considerati tali, stabilendo i criteri per i rottami di ferro, di acciaio e di alluminio. Entrera in vigore dopo la pubblicazione e sara direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dopo un periodo transitorio di 6 mesi. La Commissione sta attualmente elaborando criteri applicabili ad altri flussi di materiali che rivestono una particolare importanza per i mercati del riciclaggio dell’Ue, come il rame, la carta, il vetro e il compost. La Commissione Ue spiega in una nota che “Dette norme permetteranno infatti di creare certezza giuridica e parita di condizioni per l’industria del riciclaggio, di eliminare per tale settore gli oneri amministrativi superflui, escludendo dall’ambito di applicazione della normativa sui rifiuti le materie prime secondarie sicure e pulite, e di contribuire all’approvvigionamento di materie prime delle industrie europee. In passato l’assenza di criteri chiari e armonizzati ha portato a una situazione in cui alcuni Stati membri hanno sviluppato quadri regolamentari differenti e non sempre compatibili per quanto concerne i materiali di recupero. Grazie al regolamento odierno i rottami di metallo puliti e sicuri non devono essere classificati come rifiuti, a condizione che i produttori applichino un sistema di gestione della qualita e dimostrino rispetto dei criteri prevedendo una dichiarazione di conformita per ciascuna partita di rottami. Prima che i rottami possano perdere la qualifica di rifiuti, occorre terminare qualsiasi trattamento (come taglio, frantumazione, lavaggio e disinquinamento) necessario per preparare i rottami all’utilizzazione finale in impianti di lavorazione dell’acciaio o dell’alluminio oppure nelle fonderie. Ad esempio per le vecchie autovetture occorre procedere allo smontaggio, alla rimozione di liquidi e composti pericolosi e al trattamento della frazione metallica, in modo da recuperare rottami metallici puliti che soddisfano i criteri stabiliti per definire quando un rifiuto cessa di essere tale. La definizione di detti criteri e stata introdotta dalla nuova direttiva quadro sui rifiuti, intesa a conseguire livelli assai piu elevati di riciclaggio e a limitare l’estrazione di ulteriori risorse naturali. L’obiettivo a lungo termine e di far diventare l’Europa una societa del riciclaggio, che evita di produrre rifiuti e che per quanto possibile usa i rifiuti inevitabili come risorsa. La suindicata direttiva quadro e basata su principi riconosciuti per la gestione dei rifiuti nel rispetto dell’ambiente, in modo da stabilire una gerarchia in cinque fasi che promuove la prevenzione, la preparazione al reimpiego, il riciclaggio e altre forme di recupero. I sistemi di smaltimento come la messa in discarica, che e ancora oggi quello piu comunemente utilizzato per i rifiuti urbani nella maggior parte degli Stati membri, dovrebbero costituire l’ultima risorsa. La politica dell’Ue in materia di rifiuti tende a far salire la gestione nell’ambito di detta gerarchia e introduce il concetto di ciclo di vita per garantire che ogni azione comporti complessivamente un beneficio rispetto alle altre opzioni”.

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