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L’Italia e il nucleare: il nostro diritto di scegliere

L’Italia e il nucleare: il nostro diritto di scegliere

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L’Italia e il nucleare: il nostro diritto di scegliere
L’incidente alla centrale giapponese di Fukushima ha fatto fare un passo indietro sul nucleare a molti paesi a livello internazionale.
In Italia abbiamo tutti ripensato a Cernobyl con paure e dubbi sulla sicurezza delle centrali e questo stato d’animo ci avrebbe portati ad esprimerci di conseguenza, impedendo il nucleare in Italia per anni.
Ma ora ci penserà il decreto Omnibus sul quale il Consiglio dei Ministri dello scorso 19 maggio ha deciso di porre la fiducia e che introduce, tra le altre cose, anche uno stop di un anno al nucleare. 
Il provvedimento è stato votato il 24 maggio a Montecitorio: 313 sì contro 291 no che mettono, di fatto, un grande punto interrogativo sul referendum ormai prossimo e sulla possibilità di raccogliere l’espressione popolare.
Approvato dalla Camera, il dl passerà al Quirinale per la firma del capo dello Stato. A seguire, incassata la promulgazione da parte del Colle, il testo delle nuove norme sarà pubblicato in “Gazzetta Ufficiale” e quindi entrerà ufficialmente in vigore. Da quel momento è l’ufficio centrale della Cassazione per i referendum che sarà chiamato rapidamente a pronuciarsi per stabilire se le norme sullo stop al nucleare siano sufficienti o meno per dichiarare l’annullamento del referendum in materia.
Se le norme approvate adempiessero effettivamente a tutte le richieste del referendum, si dovrebbe procedere all’annullamento del quesito.
“Civiltà e democrazia calpestate in un colpo solo” ha commentato Legambiente. 
Critiche dirette in particolare verso la decisione di abrogare solo alcuni punti della legge sul piano di rilancio del nucleare, lasciando però aperta una porta per reinserire l’atomo in un momento magari meno problematico e più distante dalle elezioni.
WWF Italia segnala anche l’oscuramento da parte dei media dell’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno.

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