Nuovo allarme sui conti Amia
Il Sole 24 Ore
PALERMO. Dal nostro inviato La situazione finanziaria dell’Amia, l’azienda per l’igiene ambientale del Comune di Palermo, a distanza di poco piu d’un anno dall’amministrazione straordinaria continua a destare timori nella giunta della citta nonostante la raccolta dei rifiuti e il livello di pulizia dell’area urbana siano oggettivamente migliorati. Ad alimentare le preoccupazioni intorno a un gruppo che ha circa 2.300 dipendenti, senza considerare i 1.500 dell’indotto, e il rifiuto dei commissari a rendere pubblico il bilancio della societa. Ora, finalmente, qualcosa comincia a trapelare. Alcuni numeri emergono da un documento di 43 pagine, di cui e primo firmatario il commissario Sebastiano Sorbello, trasmesso di recente al sindaco di Palermo, Diego Cammarata. Tale documento e accompagnato da una lettera che contiene una richiesta di adeguamento del contratto di servizio con il Comune di . I commissari giudicano l’aumento . L’eccessiva sinteticita del documento pone tuttavia una serie di interrogativi. Balza all’occhio soprattutto l’insufficiente corredo di dati sullo stato patrimoniale. L’Amia e finita sotto tutela del Tribunale proprio perche dichiarata insolvente, ovvero non piu in grado di far fronte alle obbligazioni verso i terzi. I suoi problemi sono anzitutto di ordine finanziario. Il documento da questo punto di vista contiene informazioni assai scarne da cui si evince per esempio che la capogruppo Amia Spa il 30 marzo 2011 aveva 183 milioni di crediti cosi ripartiti: 38,6 verso la controllante (il Comune-azionista), 101,4 verso clienti (i Comuni e gli Ato che conferiscono i rifiuti a Bellolampo) e 43 verso altri. Sulla natura di questi crediti e sulla loro effettiva esigibilita non c’e pero traccia di commento, anche se e noto il livello di morosita dei Comuni della cintura palermitana che si servono della discarica dell’Amia. La domanda e: perche non vengono riscossi? Quanto all’indebitamento, sono indicati 28,5 milioni di debiti finanziari a breve, 82,7 milioni di debiti verso fornitori a breve, 61,6 milioni di debiti verso altri e 27,7 milioni di altri debiti a medio lungo termine. Anche in questo caso, pero, manca la classificazione dei dati. Andrebbero infatti evidenziati in modo separato i debiti contratti fino all’entrata in vigore dell’amministrazione straordinaria, congelati per due anni, da quelli maturati in seguito. Se poi andiamo alla voce disponibilita liquide, scopriamo che, alla medesima data, l’Amia aveva in cassa 11.800 euro: praticamente niente. Insomma, il dubbio che la crisi finanziaria permanga e quanto mai legittimo. I commissari sottolineano, inoltre, che l’Amia potra essere ricapitalizzata grazie ad alcuni beni che le sono stati conferiti dal Comune (tre immobili piu il 49% di Amg per un valore complessivo di circa 97 milioni), mentre circa 68 milioni di fondi Cipe e Fas potranno essere spesi per investimenti. Ma questi beni potranno contribuire al risanamento del gruppo solo se dismessi e trasformati in moneta sonante, e anche su questo il documento non da alcuna indicazione. Il documento non e rassicurante nemmeno sul conto economico. L’Amia Spa ha chiuso il 2009 un valore della produzione di 126 milioni, con un margine operativo lordo (Mol o Ebitda) di -2,4 milioni e un utile operativo (Ebit) di -17,5 milioni. L’attivita di smaltimento rifiuti e gestione della discarica ha chiuso il 2010, secondo dati provvisori, con un Mol di -20 milioni contro i -8,4 del 2009. Il Mol della controllata Amia Essemme, che dovrebbe svolgere il servizio di pulizia delle strade, e negativo per quasi un milione, e negativo per 291mila euro e il Mol del servizio manutenzione strade ed emergenza. L’equilibrio tra costi e ricavi non puo dipendere in modo esclusivo dall’aumento del contratto di servizio, ma da un processo di ristrutturazione – sottolineano gli esperti – a base di cassa integrazione, contratti di solidarieta e taglio degli sprechi e delle inefficienze (oggi nell’ordine di 13,4 milioni e non ancora tutti attuati). Con tutto cio i commissari hanno accordato, sia pure rinegoziandoli al ribasso, aumenti di stipendio a 405 dipendenti che i sindacati avevano contrattato con la vecchia gestione. Commenta Leonardo D’Arrigo, consigliere comunale del Movimento per l’Autonomia: .
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