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Abolizione delle Province: le proposte, i pareri e la riassegnazione delle competenze

Abolizione delle Province: le proposte, i pareri e la riassegnazione delle competenze

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Eco dalle Citta

Abolizione delle Province: le proposte, i pareri e la riassegnazione delle competenze

Province si, province no. Non c’e praticamente stagione politica che sia esente dal dibattito sull’abolizione delle Province, accusate spesso di essere carrozzoni politici scarsamente efficienti, se non addirittura dei veri e propri “poltronifici”, serbatoi di consenso elettorale e di clientele. Il tema e tornato al centro della scena politica proprio nei giorni scorsi, dopo che una proposta di abolizione presentata dall’Italia dei valori e stata bocciata dal Parlamento. Quanto ci costano Ma perche tanto accanimento nei confronti delle 110 Province italiane? Come spesso succede, e prima di tutto una questione di soldi. Secondo la Confersercenti, cancellarle dalla Costituzione (e quindi dal panorama amministrativo nazionale) consentirebbe una riduzione della spesa pubblica di circa 7 miliardi di euro l’anno, pari piu o meno a mezzo punto di Pil. Un dato paradossalmente piu alto (12 miliardi e 158 milioni di euro nel 2010, pari all’1,5% della spesa pubblica nazionale) e contenuto nel documento appena presentato dall’Upi, l’Unione delle Province italiane, naturalmente contraria all’ipotesi di abolizione, ma disponibile a ragionare in termini di “razionalizzazione del sistema”. Cancellare i cosiddetti enti intermedi, in ogni caso, permetterebbe un bel risparmio, e per i detrattori delle Province questo sarebbe un motivo piu che sufficiente per approvarne l’abolizione. Secondo il fronte dei contrari (praticamente tutti gli altri partiti politici, ad eccezione di Udc e Terzo polo), pero, prima di qualunque intervento di accorpamento o cancellazione delle Province andrebbe fatta una riflessione piu accurata sulla ridistribuzione delle loro competenze. A cosa servono Ma quali sono, in effetti, le funzioni esercitate dalle 110 Province italiane? Si tratta, prevalentemente, di compiti di programmazione e coordinamento nei confronti dei Comuni del territorio. Diversi i campi di competenza, tra i quali l’ambiente e uno dei piu significativi. In questo settore, infatti, le amministrazioni provinciali si occupano, di concerto con Regioni e Comuni, di difesa del suolo, tutela delle risorse idriche ed energetiche, viabilita e trasporti, gestione dei rifiuti, controllo delle acque di scarico, dell’inquinamento atmosferico e acustico, di caccia, pesca e agricoltura. Alle Province, inoltre, spetta un ruolo di supporto e coordinamento nell’accesso ai fondi europei da parte degli enti comunali. Competenze che, secondo i fautori dell’abolizione, potrebbero essere facilmente riassegnate alle altre amministrazioni locali, ma che per l’Upi testimoniano l’essenzialita del ruolo svolto dalle Province. Che, solo per restare in tema di politiche ambientali, , si legge nel documento pubblicato dall’associazione (vedi allegato). Accorpare i Comuni? Tra i candidati ad ereditare le competenze provinciali in caso di abolizione degli enti intermedi ci sono i Comuni, eventualmente accorpati in “aree metropolitane” o “Comuni associati”. Un’ipotesi che sembra non dispiacere all’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, almeno secondo le esternazioni dell’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino. . La proposta, a quanto pare, e rimasta lettera morta (, ha commentato amaro Chiamparino>), ma l’ex sindaco torinese non esclude che possa tornare in auge. . Chiamparino, tra l’altro, non e l’unico, tra i primi cittadini in carica o decaduti, a caldeggiare apertamente questa soluzione. Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, nonostante la ferma contrarieta del suo partito, si e dichiarato . In particolare, Alemanno ritiene che la strada piu adatta per semplificare il quadro amministrativo nazionale potrebbe partire dalla comunali. Le proposte dell’Upi L’Unione delle Province, dal canto suo, ha reagito con durezza alla proposta dell’Italia dei valori, bollandola come una iniziativa . Il dibattito degli ultimi giorni, secondo il presidente dell’Upi e della provincia di Catania Giuseppe Castiglione, e fondato sul nulla. . Secondo il presidente dell’associazione, sarebbe molto piu efficace, e di immediato risultato, tagliare . Quanto alle Province, l’Upi ha elaborato una proposta che prevede un complessivo riordino del sistema istituzionale. A partire dall’istituzione delle Citta metropolitane, con la conseguente eliminazione della Provincia corrispondente, e dalla diminuzione del numero degli enti, con l’ingrandimento di quelli piu piccoli. Un’operazione che non richiede la modifica della Costituzione. Secondo Castiglione, infine, urge un chiarimento delle competenze dei vari enti locali, cancellando sovrapposizione e lungaggini burocratiche. . Una posizione condivisa dai presidenti di Provincia del Partito democratico, che hanno affidato le loro considerazioni a una nota congiunta. . La parola ai cittadini Il dibattito, in ogni caso, e destinato a continuare, con toni che potrebbero inasprirsi ulteriormente. Le parti in causa hanno gia annunciato iniziative future che chiameranno gli Italiani a dire la loro. “Firma e ferma gli sprechi”, ad esempio, e lo slogan della raccolta di firme lanciata da Antonio Di Pietro per una proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle Province. La raccolta iniziera in autunno e richiedera almeno 50mila sottoscrizioni. Ma l’Upi, intanto, non rimane a guardare, ed e pronta a rispondere con la stessa moneta. Il presidente Castiglione ha gia annunciato . Il comunicato stampa del presidente dell’Upi Il comunicato stampa dei presidenti di Provincia del Pd

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