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Riciclo elettromestici, il settore italiano e sotto la media europea

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Riciclo elettromestici, il settore italiano e sotto la media europea

ReMedia e GFK Eurisko, in collaborazione con ASSORAEE e Remade in Italy hanno stilato per la prima volta in Italia una classifica che evidenzia in che modo i consumatori si relazionano con il riciclo dei piccoli apparecchi elettrodomestici domestici (PAED) mettendo in luce quali sono le modalita per avviare una corretta gestione. Si tratta del primo studio effettuato in Italia sul raggruppamento RAEE chiamato R4″ – dichiara Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia – “quello che contiene le categorie merceologiche a cui appartengono i PAED e su cui il consorzio ha deciso dedicare particolare attenzione. Si tratta infatti – prosegue Bonato – di beni di consumo quali piccoli elettrodomestici per la cura della casa e della persona, personal computer, stampanti, telefoni e cellulari, prodotti per l’home video e la riproduzione musicali, giochi elettronici ed elettroutensili molto diffusi nelle case degli italiani. Il risultato fornisce una fotografia completa della filiera del riciclo a partire dal consumatore finale fino all’utilizzo dei materiali riciclati, passando per i centri di raccolta comunali e gli impianti accreditati per il trattamento.” Con 37.000 tonnellate di rifiuti PAED avviati al riciclo nel 2010 a fronte di 220mila tonnellate immesse sul mercato, la proporzione rispecchia un andamento decisamente lento all’interno del comparto che gestisce i RAEE. Il tasso italiano di riciclo del 16,8% risulta infatti il piu basso d’Europa, dove la media e del 26%. Dal riciclo dei metalli contenuti nei dispositivi nel 2010 si sono recuperati 23,6 milioni di euro che hanno permesso di dare ai materiali nuova vita, visto che il 92% dei materiali sono stati riciclati. La carenza italiana e in gran parte determinata dalla scarsa densita delle isole ecologiche, una ogni diecimila abitanti, oltre che dalla scarsa conoscenza dell’esistenza e delle modalita del decreto “Uno vs Uno” in vigore ormai da un anno, sfruttato da meno del 4% dei consumatori. I dati, ottenuti valutando le risposte dei 700 intervistati, evidenziano che gli italiani acquistano un gran numero di PAED, con una media di due a testa all’anno, che a fine ciclo di vita non gestiscono spesso pero nella maniera corretta. Su circa 19 milioni di persone che in Italia hanno gettato un PAED solo 8,5 milioni (42%) hanno portato il dispositivo in un’isola ecologica o lo hanno lasciato al negoziante al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico. Sono molti invece i consumatori che hanno gettato il dispositivo nel posto sbagliato, magari nel cassonetto dell’indifferenziata (3,6 mln di persone) o lo hanno lasciato inutilizzato in casa (5 mln). via Rinnovabili.it: PAED, il settore italiano del riciclo e sotto la media europea.

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