Salta al contenuto
le bare di uranio scomparse nei misteri dell’Itrec di Rotondella

le bare di uranio scomparse nei misteri dell’Itrec di Rotondella

eso

Pontinia ecologia e territorio

le bare di uranio scomparse nei misteri dell’Itrec di Rotondella

Enea il mistero delle bare di uranio scomparse Vincenzo Mule Terra 7 agosto 2011 Dietro i misteri dell’Itrec di Rotondella Fu un giornalista, Nic Outterside, il primo che parlo dell’ombra della malavita organizzata nel presunto “affaire” del traffico di plutonio dall’Itrec. Outterside pubblico sul piu importante quotidiano scozzese, The Scotsman, una denuncia relativa alla scomparsa dal centro rotondellese di 27 elementi di combustibile potenzialmente utilizzabile ai fini militari. . Le sue fonti? . Ente che in ogni occasione ufficiale ha sempre negato che dalle barre del ciclo uranio-torio riprocessate a Rotondella potesse prodursi plutonio. Non solo giornalisti, ma anche pentiti e tecnici che hanno raccontato piu o meno la stessa storia ai magistrati, nel corso degli anni hanno cercato di capire l’effettiva attivita del centro lucano. Da Nicola Maria Pace a Giuseppe Galante e Felicia Genovese, sino a Francesco Basentini: tanti indizi, molte incongruenze ma poi nulla di fatto. L’ultima archiviazione a parte di Basentini e del 2010. C’e una certezza, pero: alla risaia di Rotondella giacciono 2,7 tonnellate di rifiuti radioattivi ad alta attivita, secondo Pace . In un’intervista, rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, Pace rincara la dose: . Secondo un rapporto della Cia del 2004, proprio da Rotondella sarebbe uscito parte del combustibile del nucleare iracheno grazie, pare, alla Techint. La stessa societa che nell’estate del 1980 rimase vittima di una serie di strani attentati. La stessa che oggi si occupa di mettere in sicurezza Rotondella. Il centro, secondo quanto raccontato al pm Neri dall’ingegnere Carlo Giglio, che dal 1975 ha svolto attivita di vigilanza per la radioprotezione dei laboratori presso gli impianti nucleari in esercizio di proprieta dell’Eni, dell’Enel e Enea, divenne una sorta di vetrina per l’Iraq e i Paesi arabi di tecnologia e materiale nucleare. Il traffico, pero, viene intercettato dai servizi israeliani e osteggiato dagli americani che, secondo gli atti dell’inchiesta . Circostanza che porta gli investigatori a ritenere che . Il magistrato Felicia Genovesi, in una audizione in commissione ecomafie del 21 ottobre 2009, rilevo nel corso delle indagini sul centro Enea . Ascoltato ancora dalla commissione ecomafie, Pace apre nuovi scenari: . In Italia, secondo il magistrato, l’unico studioso di tali siti era il professor Quilici. . Ma una mappa dei siroi degli antici greci c’era, e l’aveva delineata un cultore di storia lucana, il professore romeno Dinu Adamesteanu, morto nel 2004, il quale aveva condotto studi archeologici in Basilicata: . Racconto che un giorno aveva ricevuto una strana visita da parte di iracheni, che gli fecero molte domande. Una volta usciti gli iracheni dalla sua casa, era sparito anche il libro sui Siroi.

Torna al numero

Articoli correlati

Le ringhiere londinesi nate dal riciclo delle barelle della Seconda guerra mondiale

Le ringhiere londinesi nate dal riciclo delle barelle della Seconda guerra mondiale

Barefooting, il nuovo modo di camminare

Barefooting, il nuovo modo di camminare

Riciclato dalle bombe russe uranio pari a 16.000 testate

Riciclato dalle bombe russe uranio pari a 16.000 testate

Iscriviti alla newsletter

Ricevi GoGreen: notizie, normativa e buone pratiche ambientali.

Iscriviti

Contattaci per una consulenza

Parla con ESO per smaltimento, riciclo, recupero, gestione rifiuti e consulenza.

Contattaci