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Manovra economica: tutte le reazioni alla cancellazione del Sistri

Manovra economica: tutte le reazioni alla cancellazione del Sistri

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Manovra economica: tutte le reazioni alla cancellazione del Sistri

Nome (richiesto) E-Mail (richiesta) Sito web Notificami i commenti successivi Aggiorna Il colpo di spugna che nel bel mezzo dell’estate ha completamente cancellato il Sistri, il sistema di tracciabilita dei rifiuti che sarebbe dovuto partire il primo settembre, dopo due anni di continue proroghe, non poteva non suscitare innumerevoli reazioni tra i suoi sostenitori ed i suoi detrattori. Il tanto clamore che da sempre ha accompagnato la sua lunga, ma mai conclusa gestazione, ha allo stesso modo contraddistinto la sua improvvisa scomparsa, e di certo non poteva essere altrimenti.La storia del Sistri e molto lunga ed il suo inizio risale al 2007. In quell’anno il governo Prodi decise che l’Italia avrebbe dovuto essere dotata di un sistema di tracciamento informatico dei rifiuti speciali per combattere i traffici e smaltimenti illeciti. Con il cambio del governo il neo-ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo adotto con entusiasmo l’eredita dei suoi predecessori , ma purtroppo ben presto si scontro con i fallimenti di un sistema troppo complesso e farraginoso e con le proteste di imprese e associazioni di categoria che la costrinsero a rinviare di volta in volta l’entrata in vigore della piena operativita del Sistri.L’ultima di una lunga serie di proroghe viene infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 maggio 2011. Si istituisce la partenza a scaglioni si stabilisce per il 1 settembre 2011 il passaggio al nuovo sistema di tracciabilita dei rifiuti per i produttori di rifiuti con piu di 500 dipendenti, gli impianti di smaltimento/incenerimento, i trasportatori autorizzati a trasporti annui per oltre 3 mila tonnellate. Ultimo atto: l’ulteriore fallimento dell’ultimo click day del 26-28 luglio che e storia dei nostri giorni.Ma tornando alle reazioni che sono seguite all’annuncio dell’abrogazione del Sistri, avvenuta con l’approvazione del decreto legge del 12 agosto 2011 (manovra bis), sicuramente la piu furente e stata quella di Stefania Prestigiacomo , ministro dell’Ambiente e paladina del Sistri. L’abolizione del sistema e secondo la titolare del dicastero “un regalo alle ecomafie”; la stessa spera che su questo punto la manovra venga rivista ed emendata (anche se ci si puo chiedere dove fosse stata in realta la ministra quando il Governo ha approvato all’unanimita la cancellazione del sistema). La Prestigiacomo afferma inoltre di non essere a conoscenza di richieste formali di cancellazione del nuovo sistema da parte delle imprese, e si appella ai colleghi del governo dicendo : “Buttare ora il bambino con l’acqua sporca e un colpo alla legalita e alla lotta alla criminalita. Mi appello al senso di responsabilita di tutti affinche si possa correggere questo clamoroso autogol”.Diametralmente opposte sono le dichiarazioni di un altro componente del governo, coinvolto nella vicenda e fautore della cancellazione del sistema. Si tratta del ministro Roberto Calderoli, esponente della Lega e titolare del dicastero intitolato alla semplificazione normativa che afferma in conferenza stampa: “L’abolizione del Sistri, rappresentera’ una forte semplificazione della vita dell’impresa. Era stato, in maniera un po’ eccessiva, esteso ad una serie di soggetti, tipo gli artigiani, che avrebbero dovuto avere degli oneri e delle complicazioni”. “Adesso”, conclude Calderoli, ”questo sistema viene meno, come fortemente richiesto” dal mondo delle imprese.Immediate le reazioni delle associazioni ambientaliste, ed in particolare del WWF, alle affermazioni del ministro: “Le parole di Roberto Calderoli, sull’abolizione del sistema di tracciabilita dei rifiuti appaiono sconcertanti e incredibili al tempo stesso: incredibili perche non ci si rende conto che sarebbe un falso risparmio; sconcertanti perche, al di la di ogni riduzione di spesa, sembra che il ministro non si renda conto dell’assoluta gravita del fatto che dietro lo smaltimento illegale dei rifiuti c’e un gravissimo profilo di danno ambientale (che va valutato anche in termini economici) e il drammatico fenomeno delle ecomafie”.Fa eco alle dichiarazioni del WWF anche Legambiente attraverso il suo responsabile scientifico Piero Ciafani che, oltre a considerare la decisione del Governo sul sistema “un regalo alle ecomafie”, pone l’accento sull’incredibile spreco di denaro pubblico avvenuto nel corso della lunga fase di implementazione del Sistri.Ma cosa dicono in proposito aziende ed associazioni di categoria che sono da sempre state le piu critiche nei confronti del sistema di tracciamento informatico dei rifiuti? Ancora nessuna comunicazione ufficiale da parte di Confindustria, ma il primo commento all’abolizione arriva da Paolo Ugge presidente nazionale di Fai Conftrasporto e vice presidente di Confcommercio: “Nessuno ha fatto alcun regalo alle ecomafie che, anzi sarebbero probabilmente state favorite da un sistema farraginoso e complicatissimo da gestire per le piccole e medie imprese come il Sistri cosi com’e stato ideato e realizzato fino a oggi.” Al ministro Prestigiacomo il presidente di Fai Conftrasporto indirizza nello stesso tempo un messaggio di apertura a una nuova collaborazione: “La nostra associazione, che non e mai stata contraria a un sistema di tracciabilita dei rifiuti, ma ha sempre preteso un’applicazione che raggiungesse l’obbiettivo della tracciabilita senza danneggiare pesantemente l’operativita delle aziende, e disponibile a sedersi a un tavolo comune e a condividere con i tecnici del ministero delle soluzioni accettabili dalle imprese e dal sistema economico in generale”.Sollievo e preoccupazione, soddisfazione e sconcerto: le reazioni alla repentina scomparsa del Sistri sono e continuano ad essere le piu disparate. Certo e che il ritorno al vecchio sistema cartaceo non diminuira le spese dello Stato, ne restituira ai cittadini ed alle imprese i soldi gia spesi per la sua implementazione (sistemi e strumenti informatici, corsi di formazione, contributi di iscrizione e soprattutto tempo…). Certo e anche che il Sistri, pur lodevole nelle sue finalita, ha pagato lo scotto di una eccessiva complessita : complessita della filiera dei rifiuti, numerosita dei soggetti coinvolti, complessita delle procedure e del quadro giuridico in cui era inserito.Ma e proprio per via di questa complessita e dell’urgenza ambientale e sociale di risolvere il problema dei rifiuti e di contrastare l’attivita degli “eco-trafficanti” che il solo ritorno al passato non puo essere la soluzione.Del Sistri, o di cio che nascera dalle sue ceneri, continueremo sicuramente a parlare.Paola Valeri Tweet

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