Il 12 settembre a Marcoule in Francia si è verificato un incidente nucleare.
C’è stata un’esplosione in una fornace nel sito per il trattamento delle scorie nucleari, lo scoppio ha provocato un morto e quattro feriti.
Ad oggi, fortunatamente, si sa che l’incidente non ha provocato nessuna fuga radioattiva.
La situazione continua comunque ad essere sotto costante monitoraggio, soprattutto nelle regioni d’Italia vicine al confine con la Francia, mentre l’agenzia per la sicurezza nucleare francese (Asn) e la Commissione per l’Energia Atomica francese (Cea) hanno fatto sapere che l’incidente nell’impianto nucleare di Marcoule è terminato.
Ora si sa che tutto è andato bene, ma gli italiani come hanno vissuto le ore subito successive allo scoppio?
La notizia è arrivata pochi minuti dopo l’incidente, passando ai telegiornali e creando scompiglio sul web: su Twitter sono apparsi tweet di utenti che da tutta Europa parlavano dell’argomento e dieci minuti dopo l’esplosione Google aveva sostituito “nucleare giappone” con “nucleare francia” tra i suggerimenti di ricerca.
Tanta paura negli occhi di tutti a causa di uno scoppio che, inizialmente, sembrava aver avuto luogo in una centrale nucleare. Non si è trattato però della stessa paura provata per Fukushima, perchè questa volta l’incidente è avvenuto molto più vicino a noi, a 300 km dal confine nord-ovest del nostro paese.
Il Giappone, dopo la catastrofe dell’11 marzo scorso, si prepara ora a realizzare un impianto eolico a largo delle coste di Fukushima.
Ad oggi l’energia eolica rappresenta meno dell’1 per cento del fabbisogno energetico del SOl Levante, ma l’obiettivo ambizioso sta nel riuscire ad istallare entro il 2020 ben 1 GW di potenza a largo della costa nord-est.
Il nucleare continua a far paura in ogni parte del mondo e la scelta che pare essere sempre più necessaria è quella di lavorare per generare energia che sia non solo pulita, ma anche sicura per la nostra quotidianità e per il nostro futuro..
Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO