Private equity per Amut
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Private equity per Amut
Giovedì 29 Settembre 2011 12:22
Il Fondo Italiano di Investimento è entrato con una quota di minoranza nel capitale di Amut, costruttore novarese di impianti di estrusione, riciclaggio e termoformatura. La società fondata nel 1958 dai fratelli Milani, oggi occupa 165 addetti e realizza un un giro d’affari di 47 milioni di euro, per oltre l’80% all’estero.
L’operazione prevede un investimento complessivo, da parte del Fondo, di 10 milioni di euro, a fronte della sottoscrizione di una quota di minoranza nel capitale della società. L’intervento – si legge in una nota – ha lo scopo di supportare Amut in un ulteriore percorso di crescita in tutte tre le aree di attività, preparandola ad affrontare la concorrenza del mercato e puntando sulla qualità e sulle sinergie derivanti da un incremento della scala dimensionale.
“Con il supporto del Fondo Italiano di Investimento, Amut potrà proseguire la strada del rafforzamento e consolidamento della propria posizione nei mercati esteri che già ci vedono protagonisti da oltre cinquant’anni – è il commento di Mauro Drappo, AD dell’azienda piemontese -. Avremo inoltre energie sufficienti per accelerare le attività di ricerca e sviluppo mirate all’innovazione tecnologica, necessaria e indispensabile per essere competitivi in un mercato sempre più complesso e selettivo”.
Il Fondo Italiano d’Investimento SGR è una società costituita nel marzo dello scorso anno su iniziativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di alcuni istituti bancari e associazioni di categoria. Ha l’obiettivo di creare nel medio termine una fascia più ampia di aziende di media dimensione, incentivando i processi di aggregazione tra le imprese minori, al fine di renderle maggiormente competitive anche sui mercati internazionali.
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