Come la lobby atomica vuole rilanciare il “rinascimento nucleare” dopo Fukushima. Il rapporto della Royal Society
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Secondo il rapporto “Fuel cycle stewardship in a nuclear renaissance”, della Royal Society britannica, nonostante la catastrofe nucleare di Fukushima Daiichi ancora in corso in Giappone, il referendum italiano e l’uscita dal nucleare di Germania e Svizzera, nonostante la crescita del movimento anti-nucleare in Europa e in tutto il mondo (almeno dove e consentito manifestare liberamente) il “rinascimento” nucleare non e stato bloccato. Il rapporto della Royal Society (che non nasconde le sue simpatie filo-nucleariste) fa parte del Nuclear non-proliferation project che analizza il potenziale delle nuove tecnologie e le migliori pratiche di governance per rendere il ciclo del combustibile nucleare piu sicuro e “resistente” alla proliferazione nucleare militare, con un’attenzione particolare alla gestione del combustibile esaurito, compreso lo stoccaggio temporaneo, lo smaltimento geologico e il riutilizzo delle scorie. Secondo il rapporto, . Il Nuclear non-proliferation project, finanziato dallo Strategic programme fund del governo e realizzato con l’assistenza del Foreign and Commonwealth Office, e indirizzato dichiaratamente . Il gruppo di lavoro di esperti istituito per sovrintendere al progetto ha raccolto dati e organizzato incontri con le parti interessate e con vari soggetti, compresi il governo, l’industria, il mondo accademico e le organizzazioni intergovernative e non governative britanniche e di altri Paesi. Ecco i punti centrali del rapporto secondo la Royal Society, che rivelano la strategia della lobby nucleare per rilanciare l’energia atomica: Una Davos nucleare. La governance globale non riflette la realta internazionale dell’industria nucleare. Un amministratore delegato deve guidare il World Nuclear Forum, e giunto il momento di fare in modo che gli amministratori delegati e capi di governo possano esplorare i loro rispettivi punti di vista sullo sviluppo futuro dell’energia nucleare e sulle responsabilita per la non proliferazione la sicurezza nucleare. Non c’e tempo per l’autocompiacimento. Come dimostra l’attenzione alla sicurezza nucleare post-Fukushima, evitare il compiacimento e vitale per mantenere la fiducia nel rinascimento nucleare. Un approccio integrato alla sicurezza, alla non proliferazione, alla valutazione del rischio ed alla gestione ha bisogno di un posto piu importante a tutti i livelli decisionali del nucleare per quanto riguarda la progettazione degli impianti nucleari e la regolamentazione delle facilities nucleari e la corporate governance delle organizzazioni nucleari. La “safeguardability” rimane una priorita della ricerca e sviluppo. Non ci sono prove di proliferazione nel ciclo del combustibile nucleare. Il doppio rischio dell’utilizzo di materiali e tecnologie nucleari sia nelle applicazioni civili che militari non puo essere eliminato. La competenza tecnica dell’International atomic energy agency ha un ruolo centrale nella gestione di questo duplice uso. Migliorare l’efficienza e l’efficacia dei controlli internazionali rimane una priorita per ricerca e sviluppo (R&D) per la non proliferazione Pianificazione strategica dalla culla alla tomba. La gestione del combustibile esaurito e delle scorie radioattive non deve piu essere ripensata. Il ciclo del combustibile ha bisogno di essere considerato dalla culla alla tomba. Le migliori pratiche sulla base di 50 anni di esperienza operativa devono essere attuate. Le opzioni internazionali per la gestione del combustibile esaurito non devono essere trascurate. La “comprehensive cradle to grave fuel cycle services”, l’accoppiamento delle fornitura di carburante fresco con la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi potrebbe essere interessante per alcuni Paesi che preferiscono sviluppare propri impianti nazionali per il ciclo del combustibile. Questo potrebbe fornire un incentivo chiave per la non proliferazione, ed offre piu importanti prestazioni di sicurezza. Invertire il ruolo in declino del Regno Unito per lo sviluppo dell’energia nucleare. Le ambizioni a lungo termine del Regno Unito per l’energia nucleare devono essere chiaramente articolate e implementate. E’ necessario un supporto migliorato per le infrastrutture di ricerca del Regno Unito, anche se il Regno Unito rimane influente nei dibattiti sulla non proliferazione e sulla sicurezza nucleare. Su Science, Roger Cashmore, il capo dell’Atomic energy authority Britannica che ha guidato il working group della Royal Society che ha redatto il rapporto (a proposito di indipendenza di giudizio della ricerca…), dopo aver chiesto ai governi “nucleari” di sbrigarsi con lo stoccaggio delle scorie, ha ammesso che le prospettive di crescita del nucleare in Europa e negli Usa sono basse, . Lo studio vede la tendenza delle industrie nucleari a fondersi in multinazionali come uno sviluppo positivo, che dovrebbe addirittura portare ad una maggiore trasparenza nel settore, ma ammette che la “grana” dell’utilizzo del plutonio e molto grossa per la non-proliferazione e ripropone la vecchia e pericolosissima ricetta della sua trasformazione in mixed oxide fuel, il famigerato Mox, e chiede che vengano realizzati impianti per farlo al piu presto possibile. Secondo il rapporto solo una minima quantita di combustibile esaurito deve essere stoccata presso i reattori: . Cashmore conclude .
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