In carcere i RAEE diventano arte
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Una giostra, un pesce e un settimino realizzati con rifiuti elettronici. Sono le opere fatte dai detenuti dei laboratori RAEE in carcere gestiti dalle cooperative sociali Gulliver e IT2, in collaborazione con l’associazione Recuperiamoci. Alla quindicesima edizione di Ecomondo, il Museo del Riciclo (www.museodelriciclo.it) del consorzio Ecolight presenta l’arte che arriva dalle case circondariali di Forli e Bologna. , precisa Walter Camarda, presidente di Ecolight, consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori, e che e partner del laboratorio di Forli. . Accanto alle opere realizzate dai laboratori di RAEE in carcere, il Museo presenta anche alcune installazioni che sono state presentate all’ultima edizione del concorso internazionale di pittura e design “Rifiuti in cerca d’autore”. Tra queste, “Mediterraeneo” di Paolo Nicodemo, vincitrice del premio Ecolight quale miglior opera fatta con i rifiuti elettronici., prosegue il presidente di Ecolight. . I RAEE infatti rappresentano una delle sfide piu interessanti per l’Europa e l’Italia. , continua il direttore generale del consorzio Ecolight, Giancarlo Dezio. Con il laboratorio RAEE in carcere, accanto a queste finalita, si aggiunge lo scopo sociale: permettere il reinserimento lavorativo delle persone in esecuzione penale. Dall’avvio della sperimentazione (settembre 2009) il laboratorio di Forli ha impegnato complessivamente 6 persone detenute, di cui 3 assunte. Complessivamente, il laboratorio ha lavorato circa 300 tonnellate di RAEE.
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