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Dall’Inghilterra, vino in bottiglie di… carta!

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Dall’Inghilterra, vino in bottiglie di… carta!

Neanche a farlo apposta, dopo il post uscito ieri circa il fatto che sono 9 su 10 i consumatori italiani che preferiscono comperare vino in vetro, (vero anche che la ricerca è di parte ovvero di Assovetro) ecco un interessante articolo di Luca Foltran che leggo su Il Fatto Alimentare che racconta della bottiglia in carta: La notizia del vino in bottiglie di carta arriva dall’Inghilterra, dove i nuovi contenitori sono ritenuti più ecologici e leggeri. L’iniziativa, proposta in questi giorni sul quotidiano inglese The Guardian, parte dal presupposto che nei prossimi 7 anni in Gran Bretagna non ci saranno terreni disponibili per ospitare nuove discariche. Greenbottle, l’azienda produttrice degli originali contenitori in carta, ha deciso di proporre una prima soluzione al problema, creando imballaggi completamente biodegradabili e completamente riciclabili: la nuova bottiglia infatti, può essere inserita nei contenitori per il compostaggio e si degrada nel giro di poche settimane. Si tratta di un aspetto rilevante, se si considera che una bottiglia di plastica impiega centinaia di anni per decomporsi. I punti a favore del nuovo imballaggio sono: il peso (55 grammi contro i 500 della classica bottiglia di vetro), la ridotta emissione di anidride carbonica necessaria alla produzione e al trasporto che è di circa 10 volte inferiore. L’azienda propone già in Inghilterra, contenitori in carta per il latte, e questo tipo di confezione sembra essere molto apprezzato dai consumatori più sensibili alle tematiche ambientali. Martin Myerscough, inventore della bottiglia di carta sostiene che, attualmente: «Per quel che riguarda il latte, nei negozi dove sono disponibili, si vendono due-tre bottiglie di carta per ogni confezione di plastica». La diferenza tra la nuova bottiglia e il tradizionale cartone del latte di tetrapak, è che lo strato interno in plastica è divisibile dal cartone, per cui il contenitore alla fine risulta formato da due imballaggi facilmente divisibili (vedi disegno) che il consumatore deve separare prima dello smaltimento. Martin afferma: «Avremmo potuto spingerci oltre, ma abbiamo inventato un nuovo concetto e non è nostra intenzione spaventare il pubblico. Se vogliamo convincere il consumatore a modificare le sue abitudini, occorre invogliarlo gradualmente». Sulla sponda opposta si schiera Assovetro che considera Vino&Vetro un binomio di gusto: il vetro è un materiale che si scopre sempre più amico dell’ambiente, 9 bottiglie scure su 10 sono prodotte con vetro riciclato, e gli imballaggi sono riciclabili al 100%. Secondo Assovetro, il 2010 ha registrato un aumento nella produzione di bottiglie di vetro in Italia e il trend è stato confermato anche per il 2011. Il presidente di Assovetro, Franco Grisan, ha commentato: «ci si sta sempre più aprendo a nuovi mercati come l’Europa dell’Est, la Cina, l’India e la Russia, come produttori di imballaggi di vetro abbiamo potuto usufruire del crescente favore accordato al made in Italy alimentare in tutto il mondo così da aggiungere la qualità del contenitore in vetro a quella del contenuto». Staremo a vedere quale sarà il reale approccio dei consumatori inglesi davanti a questa proposta. °°° Secondo me… Quello che non capisco però è se si tratta di una bottiglia di sola carta oppure simile a quella del latte ovvero con un accoppiamento di carta e plastica, perchè in questo caso la reale utilità sarebbe poi strettamente collegata alla separazione dei rifiuti da parte del consumatore. E poi, il vetro è riciclabile per cui non sono certo che sia meglio una bottiglia in carta (+ plastica?) che tra l’altro sembra essere destinata poi al compostaggio e non al riciclo. Perchè poi? Se non è a contatto con l’alimento, perchè non riciclarla? Leggo inoltre nell’articolo che si porta quale punti a favore il minor peso della carta rispetto al vetro, cosa questa che riduce sensibilmente le emissioni inquinanti collegate al trasporto. Ripensando alle bottiglie di latte citate nell’articolo (carta + plastica) a quel punto tanto vale il classico Tetrapak, sperando poi che in Inghilterra abbiano una gestione del rifiuto uguale per tutti, diversamente da quanto accadde da noi, cosa questa che confonde il consumatore e spinge i più pigri a fregarsene ed a buttare tutto nel nero e via andare… °°° Articoli correlati: Il tappo Vino-Lok – Il tappo in sughero si ricicla

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