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Manovra economica: ecco la proposta di Legambiente per recuperare 21,5 mld di euro

Manovra economica: ecco la proposta di Legambiente per recuperare 21,5 mld di euro

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Manovra economica: ecco la proposta di Legambiente per recuperare 21,5 mld di euro

Nome (richiesto) E-Mail (richiesta) Sito web Notificami i commenti successivi Aggiorna E mentre lo decreto legge messa a punto dal governo Monti entra ufficialmente in vigore con la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, Legambiente, nel corso del IX Congresso nazionale, lancia una proposta alternativa: una manovra fiscale che potrebbe portare, nelle casse dello Stato, un risparmio di circa 21,5 miliardi di euro. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.Il presidente nazionale dell’associazione del cigno, Vittorio Cogliati Dezza, ha parlato chiaro durante il IX Congresso di Legambiente: “Da un governo di tecnici ci saremmo aspettati molto piu spirito e capacita di innovazione e invece e come se la montagna avesse partorito un topolino – ha affermato – Alcune buone cose ci sono, come il mantenimento degli incentivi per le ristrutturazioni e il risparmio energetico, il trasferimento di fondi alle Regioni per il trasporto ferroviario dei pendolari e piu tasse sulle auto di grossa cilindrata, ma niente di veramente innovativo. Anzi – ha aggiunto – se non fosse stato per il ministro Clini, probabilmente anche l’incentivo del 55% sarebbe stato cancellato. Ma soprattutto in questa manovra non c’e nulla per fare della risposta alla crisi climatica l’asse dell’innovazione, per fare della green economy il volano e il traino per recuperare occupazione e rilanciare il sistema produttivo italiano nell’economia globale”.Ma la manovra, quindi, non soddisfa al 100% e Legambiente ha deciso di proporre quella che in una nota chiama “ricetta verde” e che potrebbe permettere di far recuperare oltre 21 miliardi di euro, “incentivando la sostenibilita ambientale e disincentivando le pratiche piu inquinanti, realizzando allo stesso tempo una conversione ecologica di alcuni settori”. Tra i punti chiave della proposta, l’aumento dei canoni di concessione per il prelievo di materiali edili dalle cave e per quello di acque minerali, che avrebbe permesso il recupero di quasi 350 milioni di euro e incentivato il recupero di materiali edili e l’ammodernamento impiantistico del servizio idrico integrato.Legambiente propone poi una maggiore tassazione per lo smaltimento dei rifiuti in discarica, che avrebbe fruttato per le Regioni circa 750 milioni di euro da reinvestire in prevenzione e riciclaggio.Capitolo a parte, quello sulle opere infrastrutturali non necessarie. Parliamo del ponte sullo Stretto di Messina e delle nuove autostrade nella pianura padana, colpevoli di sottrarre una spesa di 12.730 milioni di euro. Da cancellare anche i 400 milioni di euro all’anno di incentivi destinati al trasporto su gomma e alle spese miliari per nuovi programmi d’arma. Eliminando i finanziamenti per cacciabombardieri (16 miliardi di euro), sommergibili, radar e corsi sulle forze armate si potrebbero ricavare nel 2012 791,5 milioni di euro. Ma Legambiente sottolinea anche che l’Italia avrebbe potuto intervenire sulle spese per i ritardi accumulati e per far fronte alle emergenze. “Colmare il ritardo nell’attuazione degli obiettivi stabiliti dal Protocollo di Kyoto, ad esempio, avrebbe permesso di risparmiare circa 800 milioni di euro mentre realizzare un piano di messa in sicurezza del territorio per mitigare il rischio idrogeologico avrebbe consentito di risparmiare i circa 875mila euro che spendiamo ogni giorno solo per far fronte ai danni provocati da frane e alluvioni”, si legge sulla stessa nota.Infine, altri dettagli come bloccare il consumo di suolo per facilitare la mitigazione del dissesto idrogeologico e la valorizzazione del paesaggio, combattere l’illegalita ambientale, che si stima fatturi circa 20 miliardi di euro ogni anno.E concludiamo con le parole del presidente Cogliati Dezza: “Insomma, in questa manovra non ci sono misure strutturali per invertire la rotta e spostare il prelievo fiscale sulle risorse ambientali, nessun intervento sul precariato, sulla scuola e la ricerca. Niente che parli al futuro. Anche questa volta si e persa l’occasione di guardare all’ambiente come un volano di sviluppo”.Anna Tita Gallo Tweet

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