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Sistri: il decreto correttivo e ancora in esame. Pd: la partenza sara nel Milleproroghe

Sistri: il decreto correttivo e ancora in esame. Pd: la partenza sara nel Milleproroghe

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Sistri: il decreto correttivo e ancora in esame. Pd: la partenza sara nel Milleproroghe

Nome (richiesto) E-Mail (richiesta) Sito web Notificami i commenti successivi Aggiorna Mancano solo sette settimane per l’entrata a regime del Sistri, il sistema informatico di tracciabilita dei rifiuti speciali previsto per il prossimo 9 febbraio, ma sono ancora molte, troppe, le incertezze che girano intorno a tale data e al decreto interministeriale correttivo atteso per lo scorso 15 dicembre.In Commissione ambiente il ministro Clini era stato chiaro sulla necessita di velocizzare i tempi di verifica al fine di consentire l’entrata in funzione tempestiva del Sistri: “le questioni tecniche e procedurali che si sono poste in sede realizzativa devono essere rapidamente risolte, cosi da consentire in tempi rapidi il collaudo del sistema” ha dichiarato lo scorso 29 novembre.Dopo i test del 24 e 25 novembre, il MATTM ha avviato una fase di test permanente dal 12 al 31 dicembre che sta coinvolgendo tutti i soggetti obbligati all’adozione del nuovo sistema informatico sulla tracciabilita dei rifiuti, ovvero i produttori di rifiuti speciali con oltre 10 dipendenti, imprese di trasporto e impianti di smaltimento e/o riciclo, e inoltre Comuni, enti e imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania.Ma resta ancora fortemente atteso il provvedimento del 15 dicembre previsto dal decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazioni nella Legge 14 settembre 2011 n. 148, la cosiddetta Manovra-bis. In sede di conversione il legge infatti, e stato aggiunto al decreto legge n. 138, il comma 3 all’art. 6 che prevede che “Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, sentite le categorie interessate, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuate specifiche tipologie di rifiuti, alle quali, in considerazione della quantita e dell’assenza di specifiche caratteristiche di criticita ambientale, sono applicate, ai fini del SISTRI, le procedure previste per i rifiuti speciali non pericolosi”.Ma del decreto ministeriale che sarebbe dovuto arrivare gia 5 giorni fa, ancora nessuna traccia perche pare sia in esame alla Corte dei Conti insieme a tutta la manovra finanziaria.Nel frattempo in Parlamento si richiede il risarcimento alle imprese che nel biennio 2010-2011 hanno versato le quote previste per l’iscrizione al sistema che in concreto non e mai partito. In Commissione ambiente il Partito Democratico ha infatti presentato una risoluzione sull’argomento da parte del capogruppo della stessa commissione Raffaelle Mariani e dal deputato Pd nonche componente delle commissioni Ambiente e Inchiesta sulle attivita illecite connesse al ciclo dei rifiuti Alessandro Bratti.”Chiediamo al governo di destinare i contributi versati dalle imprese nel 2010 e 2011, anni in cui e stato attivato il Sistri, alle imprese stesse e di semplificare le tecnologie del sistema di tracciabilita dei rifiuti”.Le imprese in questione hanno dovuto fare uno sforzo anticipato non solo dal punto di vista economico (tasse di iscrizione, acquisto di chiavette usb e black box) ma profondere il loro impegno per testare il sistema, aggiornarsi continuamente sui cambiamenti normativi, presenziare ai click day che spesso e volentieri sono stati solo un modo per evidenziare le problematiche strutturali al sistema. “Ci sembra molto importante la proroga, che con grande probabilita ci sara nel cosiddetto milleproroghe, per l’obbligatorieta del Sistri inizialmente prevista per il prossimo 9 febbraio. – proseguono i parlamentari – E importante rendere il sistema semplice da utilizzare cosi da essere efficace nel contrasto alle ecomafie e, al tempo stesso, di vantaggio per le imprese sane. In particolare, deve essere ridotta la mole degli oneri a cui le imprese vengono sottoposte. Nonostante il sistema non sia ancora a regime, negli ultimi due anni 325mila imprese hanno speso 70 milioni di euro come contributo di iscrizione. Ma fino ad ora il Sistri si e dimostrato non adeguato sul piano della tecnologia utilizzata e incapace di sopportare, con la dovuta celerita, le decine di migliaia di collegamenti che si registrano in una giornata lavorativa”.Annalisa TancrediLeggi tutte le altre notizie sul Sistri Tweet

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