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Concordia in emergenza

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Concordia in emergenza
In questi giorni tutti parlano del naufragio della nave da crociera “Concordia”, rimasta adagiata in prossimità di un precipizio su un costone di roccia all’isola del Giglio.
Il rischio di inabissamento è presente e si fa minaccioso con la variazione delle condizioni atmosferiche, ma il danno ambientale seppur contenuto c’è già stato.
Tralasciando il fatto che in sè una nave da crociera inquina come 14.000 automobili, questo incidente ha provocato dei danni ai fondali che si trovano di fronte all’isola.
Ora si teme per una fuoriuscita del carburante dalla nave.
Attorno alla Concordia sono già state predisposte delle barriere assorbenti che, in caso di dispersione in mare, potrebbero limitare considerevolmente i danni. Il combustibile e gli oli lubrificanti presenti negli oltre 15 serbatoi della nave si quantificano in 2.400 tonnellate. Il recupero del carburante potrà iniziare solo dopo il completamento delle operazioni di salvataggio di eventuali sopravvissuti dopodichè il procedimento durerà almeno 2 settimane.
Il carburante presente è denso e vischioso, ad elevato tenore di zolfo e potrà essere recuperato con molta prudenza tramite aspirazione, con una tecnica che ne prevede il riscaldamento per renderlo più liquido e gestibile.
Legambiente esprime la sua preoccupazione sull’incidente in quanto la biodiversità, la fauna e la flora marina dell’area sono già duramente aggredite da tutte le sostanze tossiche e i materiali presenti nella nave e che stanno entrando a diretto contatto con il mare: le vernici, i solventi, gli oli lubrificanti, i detersivi, i reflui sanitari, i composti del cloro, e i metalli pesanti oltre alla putrefazione della grandissima quantità di cibo presente.
La compagnia Costa sta lavorando per iniziare le operazioni di svuotamento dei serbatoi, con il supporto della compagnia internazionale Smit Salvage.
La Francia ha proposto all’Italia una collaborazione con i suoi esperti anti-marea nera. Il governo francese sarebbe anche pronto a inviare delle dighe galleggianti e dei prodotti per disperdere eventuali perdite di carburante.
La situazione sta mantenendo tutti in allarme, perchè anche se al momento sembra essere stabile potrebbe peggiorare in poche ore a causa di mareggiate.
Per le vite inghiottite nel buio di una fredda notte di gennaio e per il nostro meraviglioso mare non ci resta che sperare che questa situazione tragica possa concludersi per il meglio, per quanto possibile..
Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO

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