Flussi di materia, Femia (Istat):
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La corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti e certamente uno dei problemi nazionali. Questo, a nostro avviso, soprattutto perche l’attenzione e tutta rivolta ai rifiuti urbani (quanti se ne produce, quanti se ne raccoglie in modo differenziato) e al loro smaltimento; non c’e inoltre attenzione a cosa succede dopo la raccolta differenziata, ovvero al riciclo, e si guarda solo a condannare ipotesi di impianti a servizio (compostaggio, termovalorizzatori); si discute anche con encomiabile passione su programmi di “rifiuti zero” che sono impossibili fisicamente parlando; si ignorano i rifiuti speciali che sono tre volte gli urbani e sono assolutamente peggio gestiti. Ne abbiamo parlato con Aldo Maria Femia, ricercatore dell’unita di Contabilita ambientale dell’Istat. Dunque Femia, c ondivide la suddetta analisi? . Dare conto dei flussi di materia permette e permetterebbe di avere un’idea assai piu chiara della reale situazione ambientale e di che cosa si sposta in termini di materiali che poi giocoforza diventeranno rifiuti. Non solo, la sostenibilita ambientale si basa sostanzialmente su tre parametri che sono i flussi di energia (di cui si parla continuamente), i flussi di materia (di cui si parla pochissimo), la biodiversita (altrettanto poco). Ma sono tre elementi tutti di pari dignita e per una vera analisi della situazione “ambientale” di un Paese veri indici appunto di sostenibilita o insostenibilita. Per questo a nostro avviso inserirli nel Rapporto Annuale dell’Istat e stata un’ottima iniziativa e toglierceli no. . Perche l’Unione europea vincola gli Stati membri a comunicare annualmente i dati relativi a emissioni atmosferiche, tasse ambientali e proprio contabilita dei flussi di materia a livello macroeconomico, se tali dati non sono cosi importanti? .
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