Terre rare, licenza a tempo per Lynas
Il Sole 24 Ore
L’australiana Lynas potra avviare la lavorazione di terre rare nel contestato impianto di Gebeng, sulla costa orientale della Malaysia. Ma la licenza che Kuala Lumpur ha deciso alla fine di concedere alla mineraria e solo temporanea e impone il rispetto di condizioni stringenti, che potrebbero ulteriormente ritardare – se non bloccare del tutto – il progetto, considerato strategico per attenuare la posizione dominante della Cina, che oggi controlla il 90% delle forniture dei 17 preziosi metalli e che in pochi anni ne ha fatto esplodere i prezzi. La raffineria di Gebeng doveva iniziare a produrre nel settembre 2011, poco dopo l’avvio dell’estrazione di minerali da Mount Weld, in Australia. Questa e effettivamente partita lo scorso agosto. Ma Lynas – con una previsione che appare tuttora molto ottimista – e stata costretta a spostare alla prossima estate l’obiettivo di avviare la produzione commerciale di Gebeng, che a regime potrebbe raggiungere 22mila tonnellate l’anno. L’Atomic Energy Licensing Board malese impone a Lynas di prendersi carico delle scorie di lavorazione . Entro 10 mesi il piano sul metodo definitivo di smaltimento dovra essere completato e Lynas dovra versare 50 milioni di dollari al Governo malese a titolo di garanzia. Kuala Lumpur aveva inizialmente approvato il progetto, che aveva avuto via libera anche dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Ma in seguito alle forti proteste scoppiate nel Paese ha fatto una parziale marcia indietro. Le terre rare non sono di per se radioattive, ma le rocce da cui vengono estratte spesso contengono torio. Nel 1992 la giapponese Mitsubishi fu costretta a chiudere una raffineria che possedeva in Malaysia, responsabile di un grave inquinamento delle falde acquifere e di casi sospetti di leucemia tra gli abitanti della zona. Le proteste contro Lynas non si sono affatto assopite. E un parlamentare dell’oppozione ha gia anticipato che la licenza, benche temporanea, verra impugnata in tribunale.
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