Certificazioni: dal 2012 regole più severe per ottenere la Pefc
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Nome (richiesto) E-Mail (richiesta) Sito web Notificami i commenti successivi Aggiorna Dall’inizio del 2012 gli standard previsti per ottenere la certificazione PEFC sono diventati ancora più rigorosi.Alla fine dell’anno scorso infatti i vertici del principale schema mondiale per la certificazione della gestione forestale sostenibile hanno approvato una serie di novità, con importanti effetti sulla tutela del patrimonio boschivo internazionale. Modifiche che i vertici del PEFC fanno periodicamente per coerenza all’impegno verso un “miglioramento continuo” del sistema di certificazione, dopo una serie di approfondimenti all’interno di gruppi di lavoro che riuniscono ricercatori, proprietari, operatori forestali ed esperti di tutela boschiva.Cinque le novità più rilevanti:- obbligo di “due diligence” forestale: per ottenere la certificazione della catena di custodia, le aziende di trasformazione e commercializzazione del legname dovranno assicurarsi che tutto il materiale che entra in azienda sia legale. Finora l’obbligo di tracciabilità riguardava solo il materiale certificato. “D’ora in poi – spiega il segretario generale del PEFC Italia, Antonio Brunori – l’azienda certificata PEFC dovra assicurarsi che il legno certificato provenga da boschi certificati. E che quello non certificato provenga comunque da boschi legali”. Un obbligo, questo, che l’Unione europea imporrà a tutte le aziende europee a partire dal marzo 2013. Le aziende certificate PEFC si adeguano con 18 mesi di anticipo.- Più valore all’uso di legno riciclato: le aziende certificate che utilizzeranno materiale legnoso e cartaceo proveniente da riciclo potranno “marchiarlo” con il logo PEFC, perché l’uso di quel materiale riduce l’impatto sulle foreste primarie e stimola un’azione virtuosa come il recupero.- Divieto formale nell’uso degli OGM: quella che prima era una prassi, ora diventa norma scritta. Da inizio 2012 e almeno fino al 2015 nessuna azienda certificata PEFC potrà usare cellulosa o legno da piante geneticamente modificate. Il divieto potrà in futuro essere prorogato fino a che gli studi scientifici non assicureranno l’assenza di rischi per la salute umana e ambientale dall’uso di fibre Ogm.- Stop alla conversione foreste primarie: non potrà in alcun modo essere certificato secondo gli standard PEFC il legname proveniente da piantagioni arboree ottenute attraverso una conversione delle preziose foreste primarie, presenti in aree tropicali ed equatoriali.- Più attenzione al paesaggio: il bosco non ha solo un valore economico ma, soprattutto per le popolazioni locali e per i luoghi ad alto tasso turistico, ha valori estetici e ricreazionali. Nei boschi certificati secondo gli standard PEFC, gli operatori non solo dovranno rispettare i criteri per la gestione sostenibile ma, nella scelta delle piante da tagliare, dovranno anche fare attenzione a non danneggiare l’impatto visivo del bosco.La novità decise dai vertici internazionali del PEFC arrivano a conclusione di un anno particolarmente ricco di dati positivi per il nostro Paese. Nonostante il periodo di recessione economica e di contrazione degli investimenti, infatti, sono sempre di più le aziende italiane operanti nella filiera del legno che hanno scelto di certificare la propria attività secondo gli standard di Catena di Custodia PEFC: ben 158 si sono aggiunte nel 2011. Al 31 dicembre erano a quota 589 (oggi siamo già a 612!), +32% in più rispetto all’anno precedente, ponendo l’Italia al 4° posto a livello mondiale per numero di aziende con la certificazione di tracciabilità PEFC.Redazione GreenBiz.it Tweet
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