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L’hi-tech in pattumiera – Gli stati membri votano si al target dell’85%

L’hi-tech in pattumiera – Gli stati membri votano si al target dell’85%

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L’hi-tech in pattumiera – Gli stati membri votano si al target dell’85%

Bruxelles, 6 febbraio – Dopo mesi di battaglie, i partner europei hanno detto si alla revisione della direttiva Weee sui rifiuti tecnologici. La legislazione obbliga i paesi Ue a una raccolta volta al riciclo dell’85% dei rifiuti elettrici ed elettronici entro il 2019, oppure alla raccolta del 65% dei beni elettrici ed elettronici venduti. A oggi solo un terzo dei rifiuti hi-tech nell’Unione europea e raccolto in modo separato dagli altri e opportunamente trattato. L’attuale obiettivo vincolante di raccolta e di 4 chilogrammi di Raee per abitante, pari a circa 2 milioni di tonnellate l’anno su 10 milioni di tonnellate di tecno-rifiuti prodotti ogni anno nell’Unione europea. Entro il 2020 si stima che il volume salira a 12 milioni di tonnellate per cui l’obiettivo di raccolta pro capite dovrebbe passare a 20 chilogrammi. La legislazione richiede ai rivenditori principali di predisporre punti di raccolta per cellulari e altri piccoli apparecchi per incoraggiare i consumatori al riciclo. I 27 paesi avranno tempo fino a meta 2013 per recepire la nuova direttiva nella legislazione nazionale, mentre i nuovi membri avranno due anni in piu per raggiungere i nuovi target. Ma non e tutto. Raddoppiare la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, assicurare la loro tracciabilita attraverso strumenti tecnologicamente innovativi e favorire il recupero di importanti materie prime seconde sono gli obiettivi del progetto europeo “Identis Weee” (Identification determination traceability integrated system for Weee) al via in questi giorni. Capofila del progetto e la bolognese Hera, una delle maggiori multiutility italiane. Partner sono il consorzio Ecolight per l’Italia, la Fundacion Ecolum per la Spagna e Asociatia Environ (Romania), tutti sistemi collettivi che si occupano della gestione dei rifiuti elettronici. Il progetto, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma “Life+”, prevede un investimento di 3,5 milioni di euro ed e patrocinato, tra gli altri, da Anci, Federambiente e regione Emilia Romagna.

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