Le scuole possono fare una grande parte nella riduzione dell’inquinamento, nel risparmio dell’energia e nella diminuzione della quantità di rifiuti.
In Italia ci sono già esempi di istituti che hanno intrapreso la strada verso l’impatto zero.
Le scuole e i comuni possono incoraggiare i comportamenti virtuosi: in alcune mense scolastiche è partito l’esperimento di sostituire l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia. Se si considera un istituto con 500 alunni, si arriverebbe a evitare l’acquisto di 80 mila bottiglie da mezzo litro per anno.
Nel campo dei rifiuti, invece, è da segnalare l’esperienza degli ecoeuro, inventati nel 2009 dal Comune di Camigliano in provincia di Caserta e riproposti anche quest’anno. Il Comune stanzia dei fondi e li stampa sottoforma di una moneta ecologica, l’ecoeuro, che ha un corrispettivo in euro reali. Per aggiudicarseli, i bambini devono convincere i genitori a consegnare la maggior quantità possibile di rifiuti speciali all’ecocentro: dagli oli vegetali alle pile esauste, dai telefonini ai pc. Per ogni ecoeuro ottenuto, i bambini avranno in cambio 1 euro da spendere nelle cartolibrerie convenzionate, per acquistare materiale didattico. In decine di paesi e città, invece, si sta diffondendo il Piedibus, organizzato spesso da associazioni di genitori insieme alle polizie locali. A turno mamme, papà o altri volontari si organizzano per accompagnare a scuola gruppi di allievi, con tutti i benefici che una passeggiata può portare, non solo all’ambiente, ma anche alla salute.