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Il Kenya realizzera la sua prima centrale nucleare nel 2022, saranno quattro nel 2031

Il Kenya realizzera la sua prima centrale nucleare nel 2022, saranno quattro nel 2031

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Greenreport.it

Il Kenya realizzera la sua prima centrale nucleare nel 2022, saranno quattro nel 2031

Il Kenya ha annunciato che nel 2022 costruira la sua prima centrale nucleare da 1.000 MW e che entro il 2031 ne realizzera altre tre. Il tutto in un Paese ancora poverissimo, percorso da una delle piu attive fosse tettoniche terrestri, la Rift Valley, formata dalla separazione delle placche africana ed araba e che sta soffrendo una fortissima siccita che sembra destinata ad aumentare con l’inasprimento del cambiamento climatico. Ma il governo di Nairobi ha detto che il nucleare e necessario perche il bisogno di elettricita dei kenyani raggiungera i 15.026 MW e che le centrali atomiche dovrebbero contribuire a soddisfarne il 19%. Il presidente esecutivo del Nuclear electricity project committee del Kenya, Ochillo Ayacko, ha detto che . Naturalmente, per tranquillizzare i Paesi vicini che non vedono di buon occhio l’avventura atomica di Nairobi (visto anche il recente attivismo militare con ambizioni da potenza regionale), Ayacko ha giurato che . Il Kenya ha reso noto che gli esperti dell’International atomic energy agency (Iaea) aiuteranno il governo a condurre uno studio di fattibilita ed anche a sviluppare le sue capacita di produrre energia nucleare: , alla quale il Kenya aderisce dal 1966, ed ha gia firmato diversi trattati e convenzioni dell’Agenzia nucleare dell’Onu. Il Kenya sta forzando i tempi (probabilmente anche a fini nazional-elettorali) visto che il lancio dell’avventura nucleare e avvenuto solo nel dicembre 2011 proprio con l’istituzione del comitato formato da 13 membri presieduto da Ayacko, incaricato anche di individuare il sito dove dovrebbe sorgere la prima centrale nucleare del Paese e di sovrintendere alla realizzazione di una roadmap per il suo avvio. Il ministero dell’energia ha accantonato 300 milioni di scellini kenyani per l’avvio del progetto e il ministro dell’Energia, Kiraitu Murungi, presentando il Comitato nucleare aveva spiegato: . Il Kenya avrebbe enormi risorse rinnovabili, a cominciare dalla geotermia, dall’eolico e dal solare, ma attualmente produce molta della sua energia con risorse idroelettriche, sempre piu inaffidabili a causa della siccita, e spesso e stato costretto ad utilizzare generatori termici alimentati a gasolio per soddisfare la maggior parte del suo fabbisogno di energia elettrica, con le bollette che hanno subito forti aumenti. Ma l’acqua sara naturalmente un grosso problema anche per il nucleare, a meno che non si intenda realizzare le 4 centrali nucleari lungo la costa turistica e densamente abitata dove gli ultimi spazi rimasti intatti sono i Parchi nazionali e le riserve naturali. Il ministro Kiraitu, negando l’evidenza, ha addirittura detto che il costo per la costruzione di una centrale nucleare , ha detto cancellando con un colpo di spugna statistiche, studi e realta. Secondo i calcoli fatti dal governo kenyano nel 2011 . Il Kenya ha una capacita produttiva installata di 1.300 MW e una domanda che attualmente raggiunge gia i 1.200 MW, e cresce al ritmo dell’8% ogni anno. La domanda e destinata a crescere costantemente fino a raggiungere i 15.000 MW nei prossimi 20 anni, soprattutto perche il governo nel suo “Kenya’s economic blueprint, Vision 2030” prevede una impetuosa (ma abbastanza improbabile) crescita del settore industriale. Per allora si prevede che la capacita produttiva di elettricita abbia raggiunto i 18.000 MW, con un “ragionevole” 20% di margine tra potenza installata e domanda. , ha detto Kiraitu. Nonostante l’arretratezza tecnologica e l’assoluta mancanza di esperienza tecnica e scientifica in campo nucleare del Kenya, Ayacko ha promesso . Forse i kenyani dovrebbero farsi spiegare da francesi, britannici, americani, tedeschi e russi quali sono davvero le pratiche per smaltire le scorie e che quelle “migliori” non esistono, e dai Giapponesi che fine hanno fatto con il terremoto /tsunami dell’11 marzo 2011 quelle che erano considerate le migliori pratiche al mondo di sicurezza delle centrali nucleari.

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