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Ma quale Europa vogliamo? Qualche idea sostenibile dopo il voto

Ma quale Europa vogliamo? Qualche idea sostenibile dopo il voto

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Greenreport.it

Ma quale Europa vogliamo? Qualche idea sostenibile dopo il voto

Che qualcosa stia cambiamo, come dice anche Umberto Mazzantini nel pezzo di apertura di oggi di greenreport.it, lo capiremo solo da oggi in poi. L’Europa e certamente a una svolta, ma che sia sostenibile socialmente e ambientalmente e tutt’altro che scritto. La bocciatura dei risultati elettorali da parte dei mercati potrebbe essere vista come una cartina tornasole in positivo dei suddetti esiti, ma sono cosi interpretabili gli esiti stessi e le reazioni delle borse da preferire anche qui far scorrere un po’ d’acqua sotto i ponti. Le prime risposte invece potremmo averle dal prossimo incontro tra il neo inquilino dell’Eliseo e Frau Markel, per capire subito il margine di trattativa sul fiscal compact. Se la cancelliera tedesca ha capito l’aria che tira (e che se le va bene in Germania potra al massimo fruttarle una Gerosse Koalition con la Spd) e torna a piu miti consigli sulla sua politica fatta di solo rigore puo darsi che quella svolta di cui parlavano all’inizio possa concretizzarsi in tempi rapidi, altrimenti il prossimo passo concreto lo avremo solo dopo le elezioni autunnali teutoniche. In questo secondo caso il tempo sara piu che mai tiranno, perche i mercati sono assetati di sangue e senza interventi forti a livello europeo continueranno il loro strangolamento dei paesi gia in crisi e magari cercheranno di contagiare anche gli altri. Come ha ricordato anche Guido Rossi sul Sole24Ore di ieri, ora pare a tutti chiaro che , ma . Il fatto dunque che in Francia abbia prevalso democraticamente la linea di Hollande che punta contro il rigore e l’austerity come uniche vie d’uscita dalla crisi, e di per se positivo, ma – sempre per dirla con Rossi – . Ma anche questo non basta, non basta per l’Europa, non basta per l’Italia, non basta per la sostenibilita. Perche se anche si dovesse trovare una via d’uscita al rigore e si trovasse la strada per crescere, bisogna che questa crescita la si declini, altrimenti si tratterebbe solo di una nuova fiammata per poi tornare esattamente al punto di partenza. Per questo convincono ancora una volta le parole di Romano Prodi che, in un’intervista rilasciata sempre al Sole24Ore, dichiara alla vigilia del voto: . E aggiunge . E ancora: . Che fare dunque? . Ed ecco la proposta che persuade piu di tutto il resto: . Eccoci dunque, una politica industriale europea per vincere la concorrenza asiatica e quale potrebbe essere questa politica se non quella legata alla sostenibilita? Europa 2020, in questo senso, e gia un ottimo canovaccio. Risparmio energetico; rinnovabili; lotta al dissesto idrogeologico; edilizia e prodotti ecosostenibili; riciclo (che per un continente come l’Europa scarso di materie prime e a dir poco fondamentale); e ancora ricerca e sviluppo; cultura… qui c’e Pil davvero, c’e lavoro, e c’e un futuro diverso, specialmente se a decidere saranno di nuovo i governi e non i mercati, e con piu Europa e non meno Europa, e con piu sostenibilita e non meno.

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