Piatti e bicchieri in fuga dalla discarica
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La raccolta differenziata apre i propri cassonetti anche a piatti e bicchieri monouso. Fino a ieri tra i grandi esclusi dalla raccolta plastica, anche queste stoviglie usa e getta entrano finalmente a far parte della famiglia dei riciclati, sulla scia di molti altri paesi europei dove tale opzione è già consuetudine affermata. La novità è stata introdotta nell’ultima riunione del Comitato di Coordinamento che sovrintende alla gestione ed applicazione dell’Accordo Quadro Anci-Conai, riunitosi lo scorso 21 marzo a Firenze per deliberare importanti modifiche relativamente alla raccolta dei rifiuti plastici. dal 1° maggio piatti e bicchieri possono essere conferiti al Consorzio Corepla senza più essere etichettati come ” frazione estranea”. Stando ai primi dati, nel circuito del recupero verrebbero così inserite, ogni anno, circa 140.000 tonnellate di “nuovi” rifiuti; un bel peso in meno per la “coscienza” delle discariche nazionali se si considera l’interminabile tempo di degradazione ad essi associato: tra i 100 e 1000 anni a seconda del polimero di base. L’estensione della raccolta non riguarderà le posate nè le stoviglie realizzate in plastica durevole, a cui pertanto toccherà ancora l’indifferenziata, e come per tutti gli altri imballaggi in plastica destinati al recupero richiederà alcuni piccoli ma essenziali accorgimenti. Piatti e bicchieri dovranno inoltre essere accuratamente ripuliti svuotandoli preventivamente da qualsiasi residuo organico, solido o liquido che sia, diverso dalle inevitabili tracce residue del contenuto per non rendere comprensibilmente più gravoso ed antigienico il successivo lavoro di selezione e lavorazione. Ai fini dell’analisi qualitativa del rifiuto e del suo recupero è fondamentale, infatti, la frazione estranea, ovvero la percentuale di impurità presente che può in alcuni casi essere costituita dall’imballaggio stesso se contaminato da sostanze pericolose o contenente residui in misura superiore al suo peso. Fonte
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