La Lav, Lega antivivisezione animali, indica la carne a tavola tra i maggiori responsabili dell’inquinamento del pianeta, in un rapporto inviato al ministro dell’Ambiente Clini.
Secondo la Lav, il ciclo della produzione di carne sfrutta il 30% delle terre emerse del pianeta e il 70% delle terre agricole disponibili, contribuisce ad avere un impatto negativo sul clima e sull’ambiente, arreca agli animali sofferenze e morte.
Il rapporto dell’associazione lancia dunque un allarme generale e chiede ai Paesi riuniti alla conferenza Rio+20 di “adottare politiche di sostituzione della produzione delle proteine animali verso le proteine vegetali e l’eliminazione di sussidi lungo tutta la filiera zootecnica”.
“Per produrre un chilo di carne di manzo – dice Roberto Bennati, vicepresidente della Lav – sono necessari 10 chili di mangimi e 15.500 Litri di acqua e comporta la produzione di tanta co2 quanto un’automobile che percorre 250 km (una distanza pari circa a quella tra Roma e Firenze), mentre due terzi dell’energia consumata dal ciclo di produzione della carne proverrebbe dalla produzione e dal trasporto dei mangimi per animali”.
Contro tutto questo, la Lav lancia un documento articolato di proposte per una nuova politica alimentare ‘sostenibile’, che dovrebbe essere attuata subito sia dai governi che dalle singole famiglie.