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Rio+20

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Rio+20

Si è aperto il summit Rio+20, la conferenza sullo sviluppo sostenibile.

Il pessimismo è nell’aria perchè dopo una settimana di trattative i capi di Stato si sono trovati un documento che però non contiene obiettivi concreti da raggiungere.
La pressione combinata degli interessi di vari Paesi è riuscita ad espellere dal documento tutti i temi qualificanti. 
Mentre la crescita demografica continua a peggiorare il bilancio del pianeta, è stato eliminato il riferimento ai diritti riproduttivi delle donne. 
Mentre i mari si spopolano, è stato soppresso l’obiettivo della convenzione per la protezione degli oceani. 
Mentre la pressione dei gas serra aumenta, sono stati cassati gli impegni ad eliminare i sussidi pubblici ai combustibili fossili.
Ban Ki-moon, segretario delle Nazioni Unite, ha avviato i lavori dicendo che i progressi sulle questioni ambientali sono stati lenti dal primo summit storico a Rio nel 1992. 
Ha però anche aggiunto di essere speranzoso che i negoziatori siano vicini a raggiungere un “accordo storico” sullo sviluppo sostenibile. 
Anche Britney Trifford ha partecipato all’apertura del Rio+20.
La 17/enne della Nuova Zelanda ha fatto un breve intervento in cui ha ricordato ai potenti presenti che bisogna fare molto di più per l’ambiente, perchè il tempo passa veloce e non ne resta molto.
L’iniziativa della quale Britney è stata protagonista replica quanto fatto vent’anni fa dalla canadese Severn Suzuki, oggi biologa esperta nelle tematiche sullo sviluppo sostenibile, che al vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro del 1992 zittì il mondo per 6 minuti.
I progressi fatti da allora sono stati pochi, nonostante tutti i buoni propositi.
Ora però sono passati diversi anni e non si può più attendere: il nostro futuro è nelle mani dei presenti al summit ma, come si è chiesta Britney in un passo del suo discorso, staranno partecipando per una questione d’immagine o per migliorare il nostro futuro?
Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO

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